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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

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Quando arriva la gente si sente meglio ep – Numero 6 (Green Frog Records, 2008)

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In attesa del nuovo disco di prossima uscita i Numero6 servono un antipasto in formato ep, con cinque tracce che un po’ riassumono e un po’ riprendono il discorso là dove era stato lasciato con l’ottimo “Dovessi mai svegliarmi” di due anni fa. La notizia è che mentre gli altri indieroi nostrani si ospitano sui dischi uno con l’altro, loro lasciano spazio a sua maestà Bonnie “Prince” Billy, il quale arriva e, da estimatore della band, ricanta con la sua voce sempre sul punto d’inciampare – in un italiano, neanche a dirlo, stralunato – quella Da piccolissimi pezzi che dei genovesi è uno dei piccoli-grandi inni («Io non faccio poesia verticalizzo e bado al sodo») nonché uno dei brani migliori.
Il resto, poi, dice e non dice: Navi stanche di burrasca con le chitarre acustiche e la fisarmonica lascia un passo indietro l’elettronica e apre a spiragli folk semi inediti. I Numero6 hanno recentemente portato in giro una reading-concerto con Enrico Brizzi ed è proprio l’autore di “Jack Frusciante” a firmare le belle liriche («Si ama solo nel ricordo ma stanotte penso che memorie facili e morali sono un mix da kappaò»). Aspetto viene ripresa dal repertorio dei Laghisecchi (primo nome del gruppo) e vestita anch’essa di panni folkeggianti e un po’ di elettronica. Prima della chiusura di Un segnale debole, Quel giorno cosa avevo? è dei tre inediti più convincente: il ritornello rimbalza in mente e affascina come certe palline magiche per i bambini (multicolori e fosforescenti, visti i ghirigori di synth a tre quarti del brano), mentre il testo si toglie qualche sassolino dalla scarpa (lanciandolo addosso a persone precise: «C’è chi non ha più nessun ritegno o remora Lindo ne sa qualcosa […] Claudia lei poi fa la suora ma un pugno di anni fa dava giocando il culo alle pellicole di Brass») e si abbandona in compagnia dei R.E.M. a nostalgie difficili da scacciare («Strimpello Driver 8 fisso una pancia che già lievita realizzo quando la mia vità cambierà»).
I Numero6 sono quanto di meglio abbia prodotto l’indie-pop italiano negli ultimi anni. L’antipasto di Quando arriva la gente si sente meglio, in download gratuito sul loro sito, preannuncia nuove portate succulente.

Voto: 7.7
Brani migliori: Da piccolissimi pezzi, Quel giorno cosa avevo?.

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Written by Luca

24/09/2009 at 09:49

Dovessi mai svegliarmi – Numero 6 (Eclectic Circus, 2006)

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Hai voglia a scriverne di canzoni così, come fanno i Numero 6. Dodici, e tutte perlomeno gradevoli, quelle contenute in Dovessi mai svegliarmi, forti di un spirito che al di là di referenze e ammiccamenti più o meno dichiarati ha imparato bene la lezione del pop, proprio in quanto a sostanza comunicativa.
Ai tempi dell’esordio con Iononsono, il duo genovese formato da Michele Bitossi e Stefano Piccardo riuscì a portare un suo brano addirittura (la cover di Un’estate al mare) in quel non-luogo musical-giovanilista che è Mtv. Non ce ne stupiamo, perché qui siamo di fronte ad una musica che, discografia e attenzione del pubblico permettendo, potrebbe mettere d’accordo tutti o quasi: canzoni rotonde ed accoglienti che cullano le orecchie senza rassicurarle grazie ad una scrittura dalla rara forza melodica; artigianato pop – definizione abusatissima, ma qui necessaria – che gestisce timbri e sfumature molto diversi (gentilezze chitarristiche, ragionamenti elettronici semplici ma fondamentali, robuste code rockeggianti) con un omogeneità sorprendente; leggerezza meditativa ma luminosa che non stanca mai e anzi dura nel tempo. I bei testi di Michele Bitossi trovano una formula personale tra cantautorato intimista e puro racconto, e la sua voce – dolceamara alla Ivan Graziani – è quella perfetta per l’angolatura ironica e a tratti naif da cui avviene la narrazione.
Provate a non farvi attrarre da un gioiellino come Al cuore della storia o dall’ibrido guitar-electro Verso casa (che potrebbe benissimo piacere perfino ai Kraftwerk): sulle strade del pop italico i Numero 6 stanno mettendo la freccia per lasciare sul posto i Perturbazione (Un finale rocambolesco), e già il Max Gazzè post-Adamo ed Eva lì guarda da lontano (E’ arrivato il freddo). Conviene seguirli, poiché inseguirli se continueranno di questo passo non sarà tanto facile.

Voto: 7.7
Brani migliori: Al cuore della storia.

Written by Luca

20/02/2008 at 17:05