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Fiori sullo schermo futuro – Alberto Fortis (SAS/Universal, 2005)

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Alberto Fortis, dopo aver collaborato con musicisti e produttori di mezzo mondo e essersi tolta qualche soddisfazione anche in campi extra-musicali (poesia, cinema), si è preso la briga – arrivato al  traguardo dei cinquant’anni fatale per molti cantautori della sua generazione – di tirare fuori un signor disco come Fiori sullo schermo futuro. Album che se non è certamente passabile sotto la categoria dei capolavori ha la caratteristica, non comune arrivati alla nona uscita, di essere un buonissimo punto di partenza per chi di Fortis conosce a malapena le due più celebri canzoni-invettive.
I quindici brani di Fiori sullo schermo futuro hanno infatti il pregio di saper raccontare compiutamente l’orizzonte artistico del cantautore novarese: una forte attrazione per l’America di Dylan, Prince e soprattutto per l’Inghilterra di Lennon (anche post-Beatles); capacità da melody-maker consumato che non disdegna ampie volute orchestrali così come ballad dal languidissimo respiro soul-jazz (non stupitevi se Innamorata, in duetto con Rossana Casale, vi sembrerà un remake luminoso di Alicia Keys); una scrittura testuale immaginifica al limite della stravaganza (vedasi l’ardito incrocio tra mitologie antiche e visioni ipermoderne di Avalon).

Fortis è tutto questo e Fiori sullo schermo futuro è un disco pieno di canzoni molto godibili, alcune di speciale intensità, altre semplicemente divertenti; la cui potenza soul, davvero d’anima, coinvolge l’epidermide già nei primi ascolti; mentre anche ad essere puntigliosi è difficile trovare brutture o momenti sottotono (potremmo citare All Right e Luna Park ma solo come episodi minori e comunque comprensibili su un totale di quindici tracce).
I brani spesso partono quasi sottovoce, tra pianoforti solitari e rumorismi d’archi (Da qui non si può), e prendono il volo sulla corposità di un hammond così come su impattanti aperture corali (Dentro al fiume). Oppure si affidano a trovate melodiche magari un po’ scontate ma pur sempre seducenti, che sanno coniugare i più classici dettami mainstream al pop di gran classe (il singolo Quieres Love) e trovano il loro esito migliore nei tanti scampoli in cui sono solamente il pianoforte e gli archi a dialogare con l’ottima voce di Fortis, vigorosa nell’interpretazione e spiritata nei falsetti. E’ vero che tanta grazia vocale meriterebbe una maggiore attenzione nella composizione dei testi (che a volte danno l’idea di essere solo abbozzati), ma a parte questi dettagli Fiori sullo schermo futuro stupisce per la freschezza e l’inventiva di un Alberto Fortis in forma smagliante. Non resta che augurargli altri cinquant’anni così.

Voto: 7.3.
Brani migliori: Dentro al fiume, Quieres love.

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Written by Luca

18/12/2007 at 19:12