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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

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Procurarsi Guanxi – Fou (Novunque/Self, 2008)

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Una voce maschile ed una femminile, l’impronta indie-rock anni novanta con qualche synth a scontornare i watt delle chitarre, il gusto per le liriche citazioniste e (finto?)-intellettuali, a volte anche autoironiche. Paragonare i Fou di Procurarsi guanxi ai primi Baustelle è cosa da un attimo, ma del tutto diverso è il contesto in cui nascono le canzoni di Tony T. e compagnia rispetto a quelle della band di Montepulciano. Non nelle stanze buie di un qualche riformatorio di provincia e neanche in una discoteca accasata sulle stelle in cui rifugiarsi e riprendere a ballare canzoni fuori moda. Ma nella Milano universitaria del duemilaotto, tra quartieri cinesi, happy hour non troppo felici a causa di rapporti umani ridotti a grado zero – vedasi il titolo: il “guanxi” altro non è che il clientelismo alla cinese – e «kebab nel quartiere Isola pagato con i Ticket Restaurant» (Ultimo kebab). Contesti dove i Fou ambientano i loro bozzetti elettrici, trascinati – è proprio il caso di dirlo – dalle voci indolenti e indolenzite dei due cantanti. Verificarli dal vivo sarà la prima cosa che faremo dopo aver chiuso la recensione di questo disco, basato su una manciata di (buone) canzoni già sentite in un demo-ep non in commercio circolato l’anno scorso – da cui però non è stata presa la migliore di quel lotto: “Tracce” – e su sei brani del tutto inediti che confermano lo spessore del gruppo. Spessore che nel prossimo disco andrà ricalibrato su distanze maggiori dai mentori toscani, ma che per ora ci lascia abbastanza soddisfatti all’ascolto dell’accattivante e robusta Estinzione di un magnete, dell’inno d’amore catodico Mivar e soprattutto di una Editing che coglie stralci di vero lirismo in un testo taglia-incolla tipo “Tungsteno” degli Scisma. Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax al pianoforte in Edmundo.

Voto: 7.0
Brani migliori: Ultimo Kebab, Editing.

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Written by Luca

29/09/2009 at 14:31

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Inostricostosiobbifeticisti – Fou (Novunque, 2007)

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Indie-rock quartiere Isola. Polaroid di vita di strada universitaria. I centri commerciali e i quartieri cinesi a basso costo. La decadenza moderna malcelata dietro testi beffardi che triturano mille mila influenze nelle quali non è sempre facile raccapezzarsi.
Non troverete in vendita questo disco da nessuna parte ma fatevi assolutamente un giro sul MySpace dei Fou. Inostricostosiobbifeticisti è un cd promozionale prodotto da Diego Palazzo degli Egokid e registrato da Francesco Donadello dei Giardini di Mirò che anticipa quello che sarà il primo disco di questi sei milanesi oggi rimasti in quattro. La somiglianza maggiore è forse quella coi primi Baustelle, se non altro per il continuo accoppiamento vocale tra Donut e Tony Taglialucci. Ma i Fou inacidano le loro canzoni di chitarre Sonic YouthYo La Tengo e synth ficcanti, procedendo per vie traverse, quelle di una citazionismo eccentrico e combinatorio che dà risultati quasi enigmistici ma tutt’altro che celebrali.
Mandarini riprende la storia dell’Ultimo Imperatore bertolucciano e il “clientelismo” alla cinese, alias «guanxi», per raccontare in cantilena fughe dall’«untuosità sociale» e dall’«Anonima Corridori sul Canale». Managua ’79 fa un mix geografico tra il Nicaragua e la Crimea di Yalta infrangendo la melodia su corpose chitarre post-rock. Tracce salmodia stile Marlene Kuntz eleggendosi a canzone programmatica con il suo dandismo immalinconito e intriso di umori sonici. Li aspettiamo al varco con un disco vero e proprio, ma già ora l’antipasto è piuttosto succulento.

Voto: 7.5
Brani migliori: Mandarini, Tracce.

Written by Luca

01/07/2008 at 09:56

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