Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Rhaianuledada (Songs to Sissy) – Black Eyed Dog (Ghost Records, 2009)

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L’amore che era un cane dall’inferno diventa uno scoiattolo svegliato dalle prime luci dell’inverno in disgelo. C’è un forte senso di rinascita nel secondo disco di Fabio Parrinello alias Black Eyed Dog a due anni dal precedente “Love is a dog from hell”. Un ricominciare (di nuovo) all’insegna di quell’amore che un tempo lo aveva morso fino allo sfinimento e che oggi diventa legna da ardere, tepore rasserenante, per undici canzoni sì chiaroscurali, ma di quando è il buio a lasciare finalmente il posto alla luce e non il contrario. Il folk americano in zona Will Oldham e Devendra Banhart, principale fonte d’ispirazione dell’ottimo esordio, lascia spazio ad episodi maggiormente pop, che tuttavia non vengono mai meno a quell’essenzialità e a quella malinconia di fondo marchio di fabbrica di una scrittura ad alto tasso emozionale che fa un passo, proprio uno solo, ma in avanti. Dunque eccoli questi undici Rhaianuledada – ti amo nella lingua inventata da Fabio e dalla sua Sissy, a cui il tutto è dedicato – cantati dalla voce odorante fumo e legno di Parriniello. La magnifica apertura di Roses che smaschera definitivamente sospettate doti da crooner folk e riprende con esiti meno didascalici che in passato quella vena europeista (vedi fisarmonica alla parigina) cara a tanti cantori neofolk d’oltreoceano. Il bozzetto Oldham con ruota di bicicletta (?) su acustica ad aggiungere dolcezza a dolcezza di All 4 you. La dichiarazione d’amore da mulo innamorato di Honeysuckle Gal che richiama Banhart e Waits in uno stupendo miscuglio di testardaggine equina, mandolini scalcagnati e clarini da circo alcolico. Una Angel Eyes che alla parentela con Nick Drake aggiunge l’intimismo dell’Eddie Vedder di “Into The Wild”. Infine e soprattutto le tante pop-ballad al pianoforte (Salinas, Bullet Proof, Drink Me, I got you in, The way to my heart, Daly Suicide, Lazy B.,) che con pochi accordi evocativi e qualche ricamo di archi, elettronica, armonica e chitarre ci piegano piano piano le ginocchia, lasciandoci alla fine a terra, stupiti e in subbuglio, di fronte all’opera di una persona che grazie all’amore è semplicemente tornata alla vita.

Voto: 7.8
Brani migliori: Roses, Honeysuckle Gal, Daly Suicide.

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Written by Luca

14/10/2009 a 12:07

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