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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

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A Silvery Silence – Roberto Bonati & ParmaFrontiere Orchestra (MM Records, 2006)

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Torna a lavorare ancora a stretto contatto con la letteratura Roberto Bonati. Dopo le elaborazioni musicali sulla figura di Lady Macbeth di “The Blanket of the Dark”, uscito tre anni fa, è Moby Dick questa a volta lo spunto per A Silvery Silence, lavoro anch’esso realizzato  in compagnia della ParmaFrontiere Orchestra.
Partendo da uno spunto fonetico – l’h che attraversa come un marchio i nomi dei personaggi del capolavoro melvilliano – tradotto poi in una sequenza musicale rintracciabile laddove ad apparire è la figura del capitano Achab, Bonati incrocia frammenti del romanzo con alcuni dei maggiori riferimenti di cui quest’ultimo si nutre. L’epopea del Pequod viene così rievocata più nei suoi aspetti mitologici che in quelli narrativi, ed è richiamata lungo le diciassette composizioni dai versetti dell’Antico Testamento (diversi e tutti molto belli i canti ebraici interpretati da Riccardo Joshua Moretti) e da alcuni spunti etno-geografici ripresi nelle partiture (due frammenti di musica tradizionale della Polinesia, là dove Achab finì la sua caccia, e i canti dei pescatori siciliani in Cialomi).

Il risultato è un efficacissimo gioco di specchi che tra  nervose divagazioni free, splendide orchestrazioni da ipotetica soundtrack cinematica e incanti esotico-mistico-avanguardisti (ci mette del suo un’ottima Lucia Minetti) racconta soprattutto l’anima del viaggio di Achab e compagni, un’avventura che al di là delle mere vicende è quella – inevitabile – di ognuno contro il Mostro che è in noi. «Guardati da te stesso, vecchio».

Voto: 7.6

Written by Luca

18/03/2008 at 17:04

The Blanket of the Dark – Roberto Bonati & ParmaFrontiere Orchestra (ParmaFrontiere, 2005)

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Nato originariamente come lavoro sui personaggi femminili verdiani – conservata poi solo una buona rilettura di Lacrymosa, dal Requiem del compositore di Busseto – e più in generale sul rapporto tra Verdi e William Shakespeare, The Blanket of the Dark (Studio per Lady Macbeth) è, come suggerisce appunto il sottotitolo, un’esplorazione in musica di una tra le figure più tenebrose e moderne della produzione del Bardo, frutto anche di un certo interesse da parte del compositore Roberto Bonati per la poesia antica e contemporanea (prima di Shakespeare infatti Bonati aveva rivisitato in musica i versi di Attilio Bertolucci).

Opera sicuramente non facile, “The Blanket of the Dark” spartisce le sue influenze tra lirica, improvvisazione jazz al limite della jam-session e classica contemporanea, alternando nelle ventiquattro tracce del disco (registrato dal vivo durante il Parma Jazz Frontiere Festival del 2001) azzeccati frammenti atmosferici (The Raven and the Lady), originali momenti free (Murdering Minister) e pianismi qui pacati là improvvisamente deliranti (Painting of your Fear, per mano dell’ottimo Stefano Battaglia). A tenere insieme il tutto è la figura folle e tutta interiore di Lady Macbeth, riportata in vita dalla voce assoluta di Lucia Minetti e soprattutto dal continuo ritorno delle sonorità enigmatiche del sax soprano di Riccaro Luppi e Mario Arcari, che conducono l’ascoltatore in un crescendo di inquietudine e oscurità verso il triplice e significativo “to bed” finale rivolto dalla protagonista a Macbeth. Notevoli anche i contributi in assolo di Michael Gassmann (tromba) su Daggers e di Paolo Botti (viola) sul Miserere iniziale.

Nonostante l’espressività dei brani sia del tutto rimarchevole – e in questo senso Bonati si dimostra un compositore capace sullo spartito di coniugare osticità e forza immaginifica – è necessario conoscere bene la protagonista dell’opera  per capirne a fondo l’andamento (i testi, infatti, sono più lirici che narrativi) ma il disco potrebbe avere un suo ruolo utile (e del tutto originale) anche come punto di partenza per una riscoperta delle opere di William Shakespeare.

Voto: 7.6
Brani migliori: The Raven an the Lady, Painting of your Fear.

Written by Luca

15/01/2008 at 20:07