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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

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Il paese è reale – Afterhours & AA VV (AC Europerecords/Casasonica Management, 2009)

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Non succede tutti i giorni che un gruppo metta a disposizione la propria visibilità per qualcun altro. Non succede soprattutto se quella visibilità è data dal palco di Sanremo. Che in quanto a ritorno mediatico è il Palco per antonomasia e che per un gruppo proveniente dall’indipendenza è anche l’Occasione di farsi conoscere a tutti, provare a fare il grande salto e, inutile negarlo, guadagnare qualcosa di più. Non succede soprattutto in questo Paese individualista nel midollo, di corti e campanili uno accanto all’altro, tutti poveri e tutti pronti a farsi la guerra. Perché gli Afterhours la visibilità sanremese l’hanno sfruttata fino a grattare il fondo, cinicamente come chi infila le mani nella merda per tirarne fuori concime e far fiorire il campo, ma con coerenza e libertà, mettendosi a disposizione di una serie di artisti sconosciuti o quasi al grande pubblico. Un atto di solidarietà il loro, nel senso più alto del termine. Piccolo se confrontato al tutti contro tutti del duemilanove italiota di ronde e spranghe sui rom, enorme dinanzi all’immobilismo retrogrado del sistema-musicale-italia, a cui il gruppo milanese dimostra che per fare musica non servono necessariamente major e dollari, ma intelligenza, e grosse dosi di consapevolezza, e (prima di tutto) la musica. Eccola dunque una buona fetta della Vera Musica Italiana, ovvero quello che le radio e le tv fino ad oggi non ci hanno fatto sentire per i soliti interessi che con le canzoni non c’entrano niente ma soprattutto per pigrizia, lassismo e ignoranza. La prima traccia è dei titolari, Il paese è reale, quanto di più politico e di meno politicizzato si possa dire oggi sulla situazione italiana («se vale tutto niente vale», «Dir la verità è un atto d’amore») portato sul palco dell’Ariston tra echi beat, violini impazziti, clap hands e rabbiosi bordoni elettrici. Poi altri diciotto brani – l’elenco completo di titoli e autori qui a sinistra – variegati nella forma (dal pop-rock impersensibilista di Paolo Benvegnù, passando per il prog-soundtrack dei Calibro 35, fino al jazz-core degli Zu), con qualche gustosa nascita (l’esordio su disco dei Reverendo, ovvero Giovanni Ferrario che canta per la prima volta in italiano insieme a Cesare Basile, Lorenzo Corti e Tazio Iacobacci) e qualche piacevole ritorno (Marco Iacampo oggi non più Goodmorningboy, Amerigo Verardi con Marco Ancona). A formare un disco che al di là del suo valore politico e della sua carica innovativa dimostra freschezza e vitalità musicale. Un’opera anti-muzak e anti-dinosauri, che va premiata semplicemente acquistandola (sul sito o nei negozi Fnac). Perché è musica bella e interessante. E perché prima di tutto è davvero ora di far qualcosa che serva.

Voto: 7.5
Brani migliori: Il paese è reale, Il e il mio amore, Maledetto sedicesimo.

Written by Luca

15/10/2009 at 11:06

Fuori sessione ’08 – Artisti Vari (Associazione Scienze Politiche/Gruppo Emergency Sassari/Tajra e vari enti del territorio, 2008)

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Venti canzoni di venti artisti diversi. Alcuni sardi, altri no. Per un disco che in Sardegna è nato, ma a favore del Sudan, di Emergency e del suo progetto di costruzione e mantenimento di un ospedale cardiochirurgio a Karthoum. Fuorisessione ’08 è il folle ma concretissimo sogno dell’Associazione Scienze Politiche di Sassari insieme al locale Gruppo di Emergency e al contributo di vari enti e associazioni dell’isola. Una compilation di brani inediti o di versioni alternative di artisti del rock italiano, e sardo in particolare, con la copertina di Vauro e una nota di John Vignola. Ci sono gli Yo Yo Mundi con un anticipo del loro nuovo disco “Album Rosso”, Paolo Benvegnù con una versione alternativa di Hungry Thirsty, la Bandabardò con un live di 1,2,3 stella e Giorgio Canali con un inedito che non sarà sul prossimo disco, quella Bentornato Lazlotoz spassosissimo seguito di un brano del suo primo disco che racconta di Dio che di fronte all’attuale papa tedesco preferisce infilarsi le cuffiette dell’iPod. Tanti i gruppi sardi coinvolti, più o meno famosi (ci sono i Chichimeca e i SikitikiS), per una panoramica che racconta di un territorio musicalmente molto vario e con diverse proposte da seguire (segnaliamo Primochef del Cosmo e Ølsen Bjørne).
Attualmente “Fuorisessione ‘08” è presente sui banchetti dei gruppi territoriali sardi di Emergency (a soli 10 €) e sugli scaffali delle librerie di Sassari (al prezzo di 12 € a causa dell’IVA al 20% sui prodotti musicali) che elenchiamo di seguito: Odradek Interno4 (via Torre Tonda n.42), Koinè (via Roma n.137), Azuni (viale Mancini n.15) e Messaggerie Sarde (piazza Castello n.11) e presso il negozio Managua Video Musica di Siniscola (via Sassari n.11) e la Poco Loco di Alghero (via Gramsci n.8). Presto sarà disponibile anche nei migliori negozi di dischi di tutta Italia e nelle librerie specializzate.

Voto: 7.4
Brani migliori: Bentornato Lazlotoz (Giorgio Canali & Rossofuoco), Annie (Ølsen Bjørne).

Written by Luca

09/10/2009 at 12:34

Mantova Musica Festival 2005 – AA VV (UPR/Edel, 2005)

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Nato l’anno scorso in contrapposizione al fallimentare Sanremo del “padrino” Tony Renis, il Mantova Musica Festival ha trovato con la seconda edizione svoltasi a giugno una collocazione più autonoma, pur conservando intatto l’intento originario di dare voce a tutta quella musica che rischia di sparire perché priva di supporti televisivi. Il triplo disco uscito pochi giorni dopo la chiusura del festival è il resoconto di una manifestazione sicuramente importante per cifre e varietà della proposta (quest’anno centosedici eventi tra musica, teatro e cinema, quasi tutti gratuiti, per un totale di trentacinque mila spettatori) ma che ha bisogno, almeno sotto l’aspetto musicale, di essere meglio ripensata.
I tre cd – venduti ad un prezzo davvero onesto – presentano quasi tutti gli artisti che si sono avvicendati sul palco del Teatro Ariston (manca a sorpresa la vincitrice del premio come miglior artista Maria Pierantoni Giua) mischiando tra loro personaggi già noti o con una buona esperienza discografica alle spalle (Paoli, De Sio, Modena City Ramblers, Pagani, Manfredi e via dicendo), nomi nobili del folk italiano (Riccardo Tesi & Banditaliana, Tenores Di Neoneli, Fratelli Mancuso) e soprattutto un gruppo consistente di artisti totalmente emergenti o con non più di un disco in commercio.

Sono proprio questi ultimi il punto debole della raccolta (e quindi, in parte, del Festival). Se è vero che lo scopo della manifestazione era di dare spazio ad una certa musica italiana (di qualità) che non trova i riflettori del palco sanremese e non solo di quello, ci sentiamo di dire che in Italia c’è molto altro – e per certi versi molto di meglio – rispetto a quanto è stato selezionato per il Festival mantovano. Dando un’occhiata dall’alto ai nomi, l’impressione è che durante la selezione siano stati privilegiati alcuni generi, o attitudini, in favore di altri: innanzitutto il cantautorato, e poi tutta una serie di epigoni di Modena City Ramblers, Bandabardò e Manu Chao che pur non presentando nulla di qualitativamente scadente scorrono via durante l’ascolto senza lasciare granché, schiacciati dal pressante confronto coi modelli e confondendosi facilmente anche tra loro. Manca quasi del tutto il rock – non c’è traccia di tutta la fertile scena indie di questi ultimi anni: campanilismi tipicamente italiani? – e anche in ambito cantautorale ci sarebbe piaciuto vedere qualche nuova realtà meno “tradizionale” ma comunque assai meritevole di attenzione e successo.
Sperando in una terza edizione del “Mantova Musica Festival” ancora più fortunata ma meno parziale vi segnaliamo comunque alcuni nomi che meritano un ascolto: il fiorentino Gianfilippo Boni, già al secondo disco, che sulla più classica ballata jazz imbastisce un ritratto affettuoso e sincero di Vincent Van Gogh; i fin troppo waitsiani Scraps Orchestra con la loro strampalata L’epidurale e per finire il folk verace dei molisani Riserva Moac con la pacifista Ungaretti.

Voto: 5.7
Brani migliori: L’epidurale (Scraps Orchestra).

Written by Luca

05/01/2008 at 18:09