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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

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Eat Pop – Xilema (Tomato/CNI, 2005)

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Eat pop: il pop è una cosa da mangiare. L’hanno capito gli Xilema, che non a caso inseriscono nel booklet di questo disco due ricette di torte. Ma sapere la ricetta esatta di una Bella canzone pop è un privilegio di pochi. Perché una torta può essere buona, gustosa, mangiabile, ma non sarà mai Bella se non è – almeno – un po’ originale. Ed è questo il problema principale del secondo disco degli Xilema: accattivante, fresco, radiofonico, ma pesantemente a corto di idee.
La strada seguita è quella già ampiamente percorsa dai Subsonica e soprattutto dai Delta V – canzoni accattivanti e in qualche modo debitrici della tradizione italiana ma fortemente intrise di elettronica da club (le prime tracce di questo disco ricordano da vicino un album come “Spazio”) – ma gli sbocchi di originalità si contano sulle dita di una mano. Accelerazioni ritmiche, casse in quattro battute, voci filtrate e ritornelli a presa rapida sono gli stessi del combo torinese, gli esiti però sono meno apprezzabili e qualche laccatura di troppo stona (la produzione è del gruppo più Paolo Pischedda, già con Luca Gemma, Caparezza, Après La Classe).

Ci sarebbe da aggiungere, a dirla tutta, un tentativo di originalità nel taglio semplice e incantato dei testi, giocati nella maggior parte dei casi sull’affinità tra le parole e le immagini volutamente caramellose del booklet (la panna con fragola della copertina, i biscotti, e le torte disegnate in stile manga all’interno). E’ un tentativo rischioso, perché la banalità è in agguato, e purtroppo gli esiti non sono sempre buoni: scontata, non solo nel testo, è In viaggio (nonostante l’ospite Francesco Di Bella), qualcosa di più da Fungo; davvero bene invece Petit – inutilmente ripresa tre tracce più in là in PetitOne – che lasciando spazio alla voce di Lux e rallentando il ritmo – è l’unica ballata di tutto il disco – si insinua col suo tocco leggero e sognante tra gli arrangiamenti a volte eccessivi degli altri pezzi.
Uniti alle performance visivo-teatrali che da sempre caratterizzano la storia degli Xilema probabilmente queste canzoni acquisteranno qualche credenziale in più. Per ora rimangono come una torna buona – non ottima – che abbiamo già mangiato troppe volte.

Voto: 4.8

Written by Luca

17/12/2007 at 09:22