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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for ottobre 15th, 2009

Il paese è reale – Afterhours & AA VV (AC Europerecords/Casasonica Management, 2009)

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Non succede tutti i giorni che un gruppo metta a disposizione la propria visibilità per qualcun altro. Non succede soprattutto se quella visibilità è data dal palco di Sanremo. Che in quanto a ritorno mediatico è il Palco per antonomasia e che per un gruppo proveniente dall’indipendenza è anche l’Occasione di farsi conoscere a tutti, provare a fare il grande salto e, inutile negarlo, guadagnare qualcosa di più. Non succede soprattutto in questo Paese individualista nel midollo, di corti e campanili uno accanto all’altro, tutti poveri e tutti pronti a farsi la guerra. Perché gli Afterhours la visibilità sanremese l’hanno sfruttata fino a grattare il fondo, cinicamente come chi infila le mani nella merda per tirarne fuori concime e far fiorire il campo, ma con coerenza e libertà, mettendosi a disposizione di una serie di artisti sconosciuti o quasi al grande pubblico. Un atto di solidarietà il loro, nel senso più alto del termine. Piccolo se confrontato al tutti contro tutti del duemilanove italiota di ronde e spranghe sui rom, enorme dinanzi all’immobilismo retrogrado del sistema-musicale-italia, a cui il gruppo milanese dimostra che per fare musica non servono necessariamente major e dollari, ma intelligenza, e grosse dosi di consapevolezza, e (prima di tutto) la musica. Eccola dunque una buona fetta della Vera Musica Italiana, ovvero quello che le radio e le tv fino ad oggi non ci hanno fatto sentire per i soliti interessi che con le canzoni non c’entrano niente ma soprattutto per pigrizia, lassismo e ignoranza. La prima traccia è dei titolari, Il paese è reale, quanto di più politico e di meno politicizzato si possa dire oggi sulla situazione italiana («se vale tutto niente vale», «Dir la verità è un atto d’amore») portato sul palco dell’Ariston tra echi beat, violini impazziti, clap hands e rabbiosi bordoni elettrici. Poi altri diciotto brani – l’elenco completo di titoli e autori qui a sinistra – variegati nella forma (dal pop-rock impersensibilista di Paolo Benvegnù, passando per il prog-soundtrack dei Calibro 35, fino al jazz-core degli Zu), con qualche gustosa nascita (l’esordio su disco dei Reverendo, ovvero Giovanni Ferrario che canta per la prima volta in italiano insieme a Cesare Basile, Lorenzo Corti e Tazio Iacobacci) e qualche piacevole ritorno (Marco Iacampo oggi non più Goodmorningboy, Amerigo Verardi con Marco Ancona). A formare un disco che al di là del suo valore politico e della sua carica innovativa dimostra freschezza e vitalità musicale. Un’opera anti-muzak e anti-dinosauri, che va premiata semplicemente acquistandola (sul sito o nei negozi Fnac). Perché è musica bella e interessante. E perché prima di tutto è davvero ora di far qualcosa che serva.

Voto: 7.5
Brani migliori: Il paese è reale, Il e il mio amore, Maledetto sedicesimo.

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Written by Luca

15/10/2009 at 11:06

Buone vacanze – Ariadineve (Artevox/Venus, 2009)

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Nome endrighiano ma attitudine guitar pop ad alta gradazione radiofonica per gli Ariadineve, quintetto all’esordio sulla lunga distanza dopo gli ottimi riscontri del singolo D’estate avuti nei mesi di solleone dell’anno appena passato. Con Paolo Benvegnù e Lele Battista nomi di garanzia ai comandi, i cinque milanesi giocano le loro carte su un approccio leggero e frizzante, come gli ultimi Baustelle in sbornia hi-fi ma più soleggiati: i sentimenti al centro, qualche timida nota sociale di contorno e tanta voglia di ritornelli a presa rapida praticamente ovunque. Ed è proprio qui il principale difetto di Buone vacanze, quello di essersi concentrato troppo sulla rincorsa a tutti i costi del refrain ammazzaclassifiche sacrificando quasi tutto il resto. La varietà dei suoni in primis, interamente concentrati su soluzioni chitarristiche anni novanta e qualche sparuto inserto di tastiere, archi ed elettronica che non differenziano troppo i brani tra loro – tanto che D’estate pare la reprise allungata della precedente Sempre al sole. La scrittura subito dopo, montando e smontando strofe e ritornelli in modi talora artificiosi se non forzati (Aria) e sempre molto uniformanti. Eppure gli Ariadineve sono materia grezza da lucidare al punto giusto, e quando accade lasciano a bocca aperta e farfalle nello stomaco. Lo specchio, featuring vocale dell’ex La Crus Mauro Ermanno Giovanardi, è la canzone d’amore da cantarsi chiusi in una stanza incantata mentre là fuori la crisi taglia teste, sogni e speranze dei soliti ignoti. Sentire ruba il respiro in climax brevilinei e accenti d’intensità che scaldano un inverno profondo a cui marzo non toglierà il gelo. Non importa il sentore Scisma in entrambi i brani (e quello La Sintesi di Nuvolare): si riparta da qui e li si tenga per ora d’occhio grazie a queste due perle.

Voto: 6.2
Brani migliori: Lo specchio, Sentire.

Written by Luca

15/10/2009 at 11:01