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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Sushi & Coca – Marta sui Tubi (Tamburi Usati/Venus/Warner, 2008)

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E dopo la batteria – inserita in pianta stabile a partire dal predecessore “C’è gente che deve dormire” – i Marta sui Tubi si presentano ai nastri di partenza di Sushi & Coca con un nuovo innesto. Trattasi del pianoforte (ma anche hammond e violino) di Paolo Pischedda, che porta a quattro il numero dei componenti del gruppo siculo-bolognese-milanese, arrivato al suo terzo lavoro in studio dal 2003 ad oggi. Sono ancora quelli di “Muscoli e Dei” i Marta, ma alla loro indole pop sempre alla ricerca di strutture poco rassicuranti e fortemente espressive (anche nei testi, dove la parte fonetica conta almeno alla pari dei contenuti) aggiungono in pianta stabile nuove influenze, tanto ambiziose quanto ben gestite, che fanno di “Sushi & Coca” il loro disco migliore.

Il piano di Pischedda intrufola ovunque può sequenze jazzate dall’andatura circolare, talvolta spasmodiche e altrove evocative; le ritmiche solide di Ivan Paolini dettano e spezzano i tempi dando a tutti i brani una sostanzialità vitale nella resa live; il chitarrismo di Carmelo Pipitone, sempre all’acustica, dispone nervosissime ripetizioni folk e stralci più rallentati (mentre alla voce sono affidati soprattutto bisbigli quasi subcoscienziali); Giovanni Gulino usa tutta la sua ugola robusta lasciando che l’interpretazione vada teatralmente sopra le righe quando è il caso. Se dovessimo trovare un riferimento per questi Marta sui Tubi l’unico reale è all’art-rock nostrano di Arti e Mestieri, Biglietto per l’Inferno e – con le dovute proporzioni non solo vocali – Area, ma con lo spirito che è proprio del gruppo dalle origini, a partire dalla volontà di fare canzoni chiuse, spesso anche brevi. Da ciò derivano i due-tre colpi di reni del disco, sintomi di una creatività che viene a patti con le regole della musica pop negandole senza rinnegarle. In ordine di apparizione: le corde schizofreniche e il drumming serrato di Cinestetica; la trovata geniale di un coro di bambini che cantano e urlano entusiasti su Non lo sanno; il disincanto e la rabbia di Dio come sta? dove forza immaginifica e vigore prog-jazz trovano una sintesi rara nel mantra in coda («la paura degli esseri umani è paura di essere umani»).

Un passo indietro (ma solo uno), l’accattivante e fumettistica L’unica cosa, il miscuglio zappiano di Dominique e la giaculatoria d’amore-odio verso Milano di Milano Sushi & Coca dimostrano che l’ispirazione dei Marta sui Tubi non è episodica, ma sostiene un mondo musicale sfaccettato, gustosamente fantasioso, anche divertente. Destinato a moltiplicare ancora di più i propri versanti nelle prossime uscite.

Voto: 8.2
Brani migliori: Cinestetica, Non lo sanno, Dio come sta?.

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Written by Luca

30/09/2009 a 08:05

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