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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Dammene ancora – Sud Sound System (V2/Universal, 2008)

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Arrivati al loro settimo disco in studio – ma su un totale di diciassette titoli tra dodici pollici d’inizio carriera, dischi dal vivo ed uscite varie – i Sud Sound System realizzano quello che ad oggi è il loro disco più internazionale, sia per il calibro degli ospiti coinvolti che per la cura rivolta ai singoli brani in fase di produzione. In Dammene ancora accanto a Don Rico, Papa Gianni, Terron Fabio e Nando Popu si alternano nomi importanti del raggae-roots oltreconfine come Jah Mason, Kiprich, Morgan Heritage e Bling Dawg ma anche il nostrano Neffa, che mette la sua voce sul refrain della malinconica Chiedersi come mai.

Il gruppo salentino esplora tutte le possibili sfaccettature della musica jamaicana, sottoponendola ad una serie di contaminazioni che tengono lontana la noia nonostante la consueta lunghezza e densità del tutto (diciotto tracce per quasi settanta minuti di musica). Nascono così brani come la travolgente Te Paru A Mie con un piacevole sapore di pizzica in sottofondo, ma anche l’hip-hop virato r’n’b di Lu Profumu Tuo e il minuetto-raggae con aperture soul di Piano, episodio tra i migliori di tutto il lotto. Ad un certo punto i Sud Sound System ne La Ballata del Precario si avventurano anche in un inedito ibrido raggae-hip-hop-folk-blues, con tanto di chitarra acustica e armonica a versare languori desertici sulla base ritmica, ma è un esperimento riuscito a metà anche se denota la voglia di mischiare le carte.

Canzoni come Violenza, crimini e povertà, La brava gente e Lu business cumanna suggeriscono poi, anche solo dal titolo, una costante attenzione verso la situazione sociale e politica del nostro Paese e del mondo. Non si perdono in troppe distinzioni poetiche i Sud Sound System e invece mitragliano con versi chiari e diretti tutti gli aspetti di questa società che a loro non vanno a genio, dall’ecologismo tenuto sempre meno in considerazione al dominio costante del mercato. Un modo per esserci che va al di là dello sloganismo e si presenta a tutti coloro che ascoltano come la terra da cui provengono: schietta, lucente e tutt’altro che disposta ad arrendersi.

Voto: 7.4
Brani migliori: Piano, Chiedersi come mai.

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Written by Luca

24/09/2009 a 09:55

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