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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for settembre 24th, 2009

Dammene ancora – Sud Sound System (V2/Universal, 2008)

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Arrivati al loro settimo disco in studio – ma su un totale di diciassette titoli tra dodici pollici d’inizio carriera, dischi dal vivo ed uscite varie – i Sud Sound System realizzano quello che ad oggi è il loro disco più internazionale, sia per il calibro degli ospiti coinvolti che per la cura rivolta ai singoli brani in fase di produzione. In Dammene ancora accanto a Don Rico, Papa Gianni, Terron Fabio e Nando Popu si alternano nomi importanti del raggae-roots oltreconfine come Jah Mason, Kiprich, Morgan Heritage e Bling Dawg ma anche il nostrano Neffa, che mette la sua voce sul refrain della malinconica Chiedersi come mai.

Il gruppo salentino esplora tutte le possibili sfaccettature della musica jamaicana, sottoponendola ad una serie di contaminazioni che tengono lontana la noia nonostante la consueta lunghezza e densità del tutto (diciotto tracce per quasi settanta minuti di musica). Nascono così brani come la travolgente Te Paru A Mie con un piacevole sapore di pizzica in sottofondo, ma anche l’hip-hop virato r’n’b di Lu Profumu Tuo e il minuetto-raggae con aperture soul di Piano, episodio tra i migliori di tutto il lotto. Ad un certo punto i Sud Sound System ne La Ballata del Precario si avventurano anche in un inedito ibrido raggae-hip-hop-folk-blues, con tanto di chitarra acustica e armonica a versare languori desertici sulla base ritmica, ma è un esperimento riuscito a metà anche se denota la voglia di mischiare le carte.

Canzoni come Violenza, crimini e povertà, La brava gente e Lu business cumanna suggeriscono poi, anche solo dal titolo, una costante attenzione verso la situazione sociale e politica del nostro Paese e del mondo. Non si perdono in troppe distinzioni poetiche i Sud Sound System e invece mitragliano con versi chiari e diretti tutti gli aspetti di questa società che a loro non vanno a genio, dall’ecologismo tenuto sempre meno in considerazione al dominio costante del mercato. Un modo per esserci che va al di là dello sloganismo e si presenta a tutti coloro che ascoltano come la terra da cui provengono: schietta, lucente e tutt’altro che disposta ad arrendersi.

Voto: 7.4
Brani migliori: Piano, Chiedersi come mai.

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Written by Luca

24/09/2009 at 09:55

Quando arriva la gente si sente meglio ep – Numero 6 (Green Frog Records, 2008)

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In attesa del nuovo disco di prossima uscita i Numero6 servono un antipasto in formato ep, con cinque tracce che un po’ riassumono e un po’ riprendono il discorso là dove era stato lasciato con l’ottimo “Dovessi mai svegliarmi” di due anni fa. La notizia è che mentre gli altri indieroi nostrani si ospitano sui dischi uno con l’altro, loro lasciano spazio a sua maestà Bonnie “Prince” Billy, il quale arriva e, da estimatore della band, ricanta con la sua voce sempre sul punto d’inciampare – in un italiano, neanche a dirlo, stralunato – quella Da piccolissimi pezzi che dei genovesi è uno dei piccoli-grandi inni («Io non faccio poesia verticalizzo e bado al sodo») nonché uno dei brani migliori.
Il resto, poi, dice e non dice: Navi stanche di burrasca con le chitarre acustiche e la fisarmonica lascia un passo indietro l’elettronica e apre a spiragli folk semi inediti. I Numero6 hanno recentemente portato in giro una reading-concerto con Enrico Brizzi ed è proprio l’autore di “Jack Frusciante” a firmare le belle liriche («Si ama solo nel ricordo ma stanotte penso che memorie facili e morali sono un mix da kappaò»). Aspetto viene ripresa dal repertorio dei Laghisecchi (primo nome del gruppo) e vestita anch’essa di panni folkeggianti e un po’ di elettronica. Prima della chiusura di Un segnale debole, Quel giorno cosa avevo? è dei tre inediti più convincente: il ritornello rimbalza in mente e affascina come certe palline magiche per i bambini (multicolori e fosforescenti, visti i ghirigori di synth a tre quarti del brano), mentre il testo si toglie qualche sassolino dalla scarpa (lanciandolo addosso a persone precise: «C’è chi non ha più nessun ritegno o remora Lindo ne sa qualcosa […] Claudia lei poi fa la suora ma un pugno di anni fa dava giocando il culo alle pellicole di Brass») e si abbandona in compagnia dei R.E.M. a nostalgie difficili da scacciare («Strimpello Driver 8 fisso una pancia che già lievita realizzo quando la mia vità cambierà»).
I Numero6 sono quanto di meglio abbia prodotto l’indie-pop italiano negli ultimi anni. L’antipasto di Quando arriva la gente si sente meglio, in download gratuito sul loro sito, preannuncia nuove portate succulente.

Voto: 7.7
Brani migliori: Da piccolissimi pezzi, Quel giorno cosa avevo?.

Written by Luca

24/09/2009 at 09:49