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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Genealogy – Vegetable G (Olivia Records/Venus Dischi, 2007)

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Qualora in futuro si scoprirà che no non discendiamo dalle scimmie e neppure dal lavoro d’artigianato di un sommo Creatore ma dall’esperimento di colonizzazione di un’entità aliena che nulla ebbe di meglio da fare un tempo che rovinare le sorti di un pianeta, allora usciremo di corsa dalle nostre camerette brandendo tra le mani questo terzo lavoro dei Vegetable G all’urlo di «Noi lo sapevamo!».
Anzi: «Loro lo sapevano!». E l’hanno scoperto in una sola settimana, per giunta. Tanto è bastato infatti a Giorgio Spada (titolare della Olivia Records, che qui produce), Luciano Darienzo e Maurizio Indolfi per registrare nell’estate del 2006 questo terzo disco che sposta le coordinate della band pugliese dall’elettronica scura e claustrofobica degli esordi verso un suono che attraversa con disinvoltura trent’anni di contagioso pop d’oltremanica senza lasciare per strada neanche un milligrammo della freschezza necessaria.

Ascoltano i Beatles e i Blur di metà anni novanta gli alieni vintage (vedasi booklet con delizio fumetto in scala di grigi) di Genealogy, hanno in camera il poster di Paul McCartney (The Cox-Man) e quello di Graham Coxon, ma da qualche parte lassù nel cielo devono avere incontrato anche David Bowie, che infilano tra i palpiti di un folk robotizzato a puntino (God Bless) come di un archetipo brit per la serie “ho imparato la lezione ma la applico a modo mio” (Complicity). Ed anche l’elettronica del passato che fu torna nell’elettropop scabro di (may) be like god come nella tastiera malinconica e scaldacuore di Run. Si chiude il cerchio in pratica, ed è un bel sentire.
Se questa è la direzione che i Vegetable G intraprenderanno da oggi in poi – e noi lo speriamo vivamente, soprattutto dopo aver ascoltato il finale di Us ed End of us, che in qualche modo riassumono tutto – la questione non è più solo di aver scoperto una possibile discendenza aliena del genere umano, ma anche e soprattutto di aver trovato la giusta strada da seguire in futuro. Quando comunque pure la scienza darà loro ragione e ci ritroveremo tutti pronipoti degli Ufo. Alla faccia di Darwin e dei creazionisti.

Voto: 7.4
Brani migliori: Us, End of us.

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Written by Luca

15/09/2009 a 13:36

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