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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Fallen – Il Rumore del Fiore di Carta (Autoprodotto, 2008)

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Secondo lavoro per Il Rumore del Fiore di Carta, ancora una volta autoprodotto. Fallen esplora le latitudini post-rock del gruppo molisano, che col precedente “Origami 62” aveva dimostrato come la lezione di Mogwai ed affini, se mischiata a diverse e selezionate influenze (l’elettronica, l’ambient, il blues intenso più come coloritura dei brani che come genere) possa avere ancora qualcosa da dire al di là dell’inevitabile peso dei mostri sacri.
In questo senso il nuovo lavoro compie un volontario passo indietro, andando a misurarsi proprio sul terreno del gruppo scozzese (Reykjavik) e di altri nomi importanti sia dentro che fuori i confini nazionali. Quando agli strumenti (basso, batteria, chitarra, synth assortiti e anche una tromba) si unisce pure la voce di Luciano Mastrocola è evidente il riferimento ai Massimo Volume (Ambassador, Conto alla rovescia) mentre certi crescendo da manuale paiono rifarsi ai Giardini di Mirò, ma più pacificati (Al sapore di Fisherman), e la solennità uterina e umoristica di Mira, con la sua iridescenza chitarristica in espansione, è un richiamo diretto ai primi Sigur Ros.

Tutti riferimenti che però si guardano bene dallo scadere nel mero calco ed invece lasciano che i brani si ritaglino un proprio spazio, in particolare per quanto riguarda l’aspetto emozionale, un’atmosfera di contenuta decadenza (già nel titolo) che passa da frequenti tonalità chiaroscurali a più rari momenti di luce albeggiante.

E’ in un simile ambiente poi che Il Rumore del Fiore di Carta sceglie e mescola tra loro nuove e confortanti traiettorie. Leon 1954 fa convergere elettropop di scuola Morr e trip-hop urbano alla Tiromancino periodo Sinigallia, prima della consueta (ma un tantino inaspettata, visti i presupposti) deflagrazione finale. La title-track dipinge vocalizzi bionici tipo Eno e lucori di pianoforte su una cavalcata a cui è difficile resistere nonostante il minutaggio allungato. Segnali importanti di un percorso che lentamente, ma consapevolmente, continua a crescere, ormai bisogno di tanta visibilità più che di ogni altra cosa.

Voto: 7.5
Brani migliori: Mira, Leon 1954.

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Written by Luca

08/09/2009 a 08:54

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