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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for settembre 4th, 2009

Out of the dark – Lato (Echophonic, 2008)

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Gli ex Scanferlato smozzicano il nome e lucidano a nuovo l’argenteria. Se l’indie-rock italiano fosse tutto così, onesto e competente, debitore ma personalizzato, ci sarebbe da stare decisamente più allegri. Filippo Pavesi e Roberto Fappani macinano vent’anni di riferimenti indie internazionali in una manciata di brani ai quali già la sola (perfetta) pronuncia in lingua d’albione fornisce un motore da gara. Ma sono soprattutto i riferimenti qui a farci sentire a casa: Cult, dEUS, Flaming Lips in sequenza alternata, ma anche molto altro. Space and Time è una cavalcata wave con intrecci di chitarre corposi e voce fisicamente presente; Feathers lascia partire da un synth claustrofobico schizzi di chitarre che vanno via via irrobustendosi; Live Midly avvicina malinconia e contagio melodico con Giovanna Garlati dei Kech alla voce; The Ride spande caligini metropolitane alla Nick Cave suggerendo nervosismi Radiohead che torneranno nella nenia vocale della title-track, piccolo gioiello con le sue bolle di silenzio innestate nella melodia e la chitarra a singhiozzare lamentosa. I Lato vanno incontro alla luce rimanendo però su toni chiaroscurali, manovrano la potenza emotiva dei brani creando falsopiani emozionali immersi in vaghi languori psych (For Them) oppure lasciano che la tromba svolazzi su squadrature di batteria chiuse a doppia mandata (Splendid Isolation). E le nove tracce alla fine non dicono tutto di loro, se non altro perché la conclusiva Half Empty/Full col suo piano strappacuore, la voce che pesa al bilancino grammi di epica pinkfloydiana e il finale di gelido glitch preannunciano (bene) un discorso che dovrà essere per forza portato avanti. Speriamo presto.

Voto: 7.3
Brani migliori: The Ride, For them.

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Written by Luca

04/09/2009 at 16:31

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Homo Homini Deus – Chantalle (None Records, 2008)

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Di Francesco Benincasa alias Chantalle fino ad oggi si è parlato troppo poco. I più attenti forse lo ricorderanno alla prese con alcune chitarre del primo disco di Babalot, altri forse sapranno pure che da qualche tempo ha aperto un’etichetta, la None Records (www.nonerecords.com), la quale distribuisce in download gratuito i lavori della stessa Chantalle e altre cose interessanti tipo Humpty Dumpty. A parte questo però scartabellando nei motori di ricerca non è cosa facilissima trovare informazioni sui sette dischi pubblicati dal nostro a partire dal 2004, titoli non sempre del tutto riusciti ma che quantomeno denotano una prolificità stupefacente. Solo nell’anno appena passato Chantalle ha reso pubblici due lavori: Fiorite giovani! e Homo Homini Deus, il secondo dei quali è forse la sua cosa migliore fino ad oggi, se non altro perché rappresenta bene – e con una qualità di scrittura sempre soddisfacente – tutte le sfaccettature di un discreto cantautore indie-pop capace di regalare lampi di improvvisa genialità sfruttando un calderone di influenze non troppo distanti tra loro ma decisamente connotate nella scrittura. Calderone che in Homo Homini Deus annovera l’inevitabile e primigenia eredità babalotiana accanto a melodie rotonde e dolciastre in zona Bersani (Vanesio), ma anche esercizi elettropop d’alta classe (Secondo il matto, Egautarchimachìa), ipnosi folk-acustiche che avrebbero fatto innamorare il Battiato di “Sulle corde di Aries” (Orologio biologico), pulsazioni Depeche Mode su voci cyber-sequenziali (Curriculum familiare), beffarde agilità melodiche alla Ivan Graziani (Giochi di ruolo) e un Bugo elettronici che chiude il cerchio quale ultima influenza mancante all’appello (Occhi di febbre).
Ma è Impara l’arte a lasciare da parte tutte le derivazioni possibili concentrandosi su una scalinata acustica con voce ficcante e incerta che urla tutta la propria personalissima disillusione dalla più nichilista delle camerette. Tre minuti di oro puro, ovvero il lampo di genio di cui dicevamo sopra. A voi il compito di cercare tutti gli altri.

Voto: 7.6
Brani migliori: Orologio biologico, Impara l’arte.

Written by Luca

04/09/2009 at 16:29