Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for settembre 3rd, 2009

Hannibal – Rodolfo Montuoro (AI Music, 2008)

leave a comment »

Un concept album sulla figura di Hannibal Lecter riletto in chiave mitologica come archetipo della conflittualità tra eros e psiche, uno in balia dell’altra e senza più un recinto (religioso? Ideologico?) che li possa contenere. Un disco sul disumano che si mescola all’umano, sull’amore e il sangue, sulla salvezza e la malattia nel presente. Hannibal – Mythologies I di Rodolfo Montuoro rinnova l’antica funzione della mitologia greca e recupera un personaggio reso universale dal grande schermo affidandogli il compito di provare a spiegare i tempi che corrono attraverso undici canzoni del più classico cantautorato rock nostrano. Montuoro pare un secondo gianCarlo Onorato e non solo per la somiglianza vocale. Come l’ex Underground Life sceglie tematiche difficili affrontandole con un songwriting che utilizza richiami letterari (un testo di Henry Barbuse in La lettera, un altro di Ottiero Ottieri per Non si dimentica) ed alimenta un’inquietudine sotterranea sempre sul punto di esplodere. Ma a tradirlo non è la scrittura, sono gli arrangiamenti sempre un po’ troppo abbondanti. Elettriche in sovradosaggio, loop elettronici fuori tempo massimo, mandolini e didjeridoo poco amalgamati col resto, addirittura una cantante lirica che fa capolino qua e là, quando sarebbero invece bastate un’acustica, qualche bordone d’archi e un pianoforte per rivestire canzoni che già da sole bastano a loro stesse.
Con l’iniziale La colomba il gioco sembra funzionare, ma già nella seguente Ghostmusic – assolo interminabile a chiudere un roveto di slide e doppia elettrica da cui è difficile districarsi – la sensazione di soffocamento si fa evidente. Un soffocamento non di chi ascolta, ma proprio dei brani, ai quali a volte è quasi difficile trovare un’anima: Non si dimentica starebbe benissimo addosso a Gianmaria Testa. A patto che non si perdesse, come accade, in un cascame finale di beat elettronici e vocalizzi lirici.

Voto: 5.5
Brani migliori: La colomba.

Annunci

Written by Luca

03/09/2009 at 14:55

Liquirizia Brain – Marydolls (Mizar Records/Audioglobe, 2008)

leave a comment »

I Marydolls sono un power trio bresciano che con Liquirizia Brain esordisce sulla lunga distanza dopo una serie di demo alcuni a nome Plasivo. I tre fanno grunge con sporadiche puntate crossover e, come bravi discendenti della Seattle che fu, poco si schiodano da quelle sonorità. Fortuna che a tale evidente immobilismo rispondono con una buona capacità di imbastire melodie potenti e accattivanti, che rendono Liquirizia Brain un disco divertente ed energetico, perfetto per ascolti automobilistici a volume spiegato ma anche in grado di regalare momenti di rabbioso lirismo, grazie ad una serie di testi che riescono a raccontare senza troppa enfasi retorica la degenerazione moderna del consumismo di massa e conseguente vuoto valoriale (Svaghi di massa, Tempesta).
Altrove il focus è più intimista, e non tralascia canzoni d’amore palpitanti ma anche parentesi spirituali del tutto credibili. E’ il caso quest’ultimo del saliscendi in zona Verdena di Muezzin, forse il miglior brano dei tredici (insieme alla cover di My Sharona), impreziosito dall’intervento di un violoncello che appare anche in altre tracce, allargando di qualche centimetro lo spettro sonoro del gruppo. Questa del resto è la strada da percorrere in futuro: partire da quanto di buono c’è qui per andare ad esplorare nuovi mondo sonori necessari a rendere i Marydolls qualcosa di più di un onesto gruppo di grunge italiano.

Voto: 6.2
Brani migliori: Muezzin.

Written by Luca

03/09/2009 at 14:45