Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Rosso Rembrandt. Mariano Deidda canta Grazia Deledda – Mariano Deidda (Promo Music/Egea, 2007)

leave a comment »

Compito non facile quello di cantare delle poesie. Il rischio che la musicalità dei versi e quella della melodia, invece di amalgamarsi, si scontrino è sempre in agguato ed anche l’interrogativo che riguarda l’utilità di dare una musica ad un testo che è già nato con una propria sonorità fa la sua parte, visto che la questione alla prova dei fatti non è puramente concettuale.
Negli ultimi anni in Italia ci hanno provato Andrea Chimenti, con il suo ottimo progetto su Giuseppe Ungaretti, e soprattutto Mariano Deidda che dal 2001 al 2005 ha dedicato addirittura tre dischi – tutti e tre davvero ben riusciti – al progetto di musicare una selezione di poesie di Fernando Pessoa. Oggi Deidda sposta la sua attenzione su Grazia Deledda, raccogliendo in Rosso Rembrandt. Mariano Deidda canta Grazia Deledda dodici testi della scrittrice sarda Nobel per la Letteratura e un inedito, Rosso Rembrandt, scritto dallo stesso cantautore anch’egli isolano come l’autrice di “Canne al vento”.

Dietro al musicare poesie di Deidda c’è sicuramente una lunga analisi circa l’approccio da dare all’operazione. Deidda pare porsi come primo obiettivo quello di rispettare il testo su cui sta lavorando, non inficiandone la musicalità con la melodia ma collocando i versi sulla musica, che solitamente è costituita da melodie non troppo rotonde nelle quali le parole vengono pronunciate in una sorta di recitar-cantando molto sobrio, senza particolari virtuosismi vocali, che si prende l’unica concessione di ripetere alcuni passaggi significativi del testo. Il metodo funziona piuttosto bene: per quanto riguarda i testi della Deledda le cose migliori si hanno in brani come Sul mare, Un pianoforte suona in lontananza e Vita sarda, cioè quando Deidda appoggia il fraseggio vocale sulla rima che conclude il verso dando un effetto di “proseguimento” che cattura l’attenzione dell’ascoltatore, in un rapporto che diremmo quasi sciamanico se non fosse che l’impianto jazzato di quasi tutti i brani propone ritmi volutamente poco cadenzati.
Il fascino antico dei testi di Grazia Deledda, fatti di immagini e suoni che sono dolci e aspri allo stesso tempo, e la scelta di unire al jazz molteplici influenze che annoverano il tango in Miniatura, la musica etnica con l’oud di Aleksander Sasha Karlic in Strana eremita e le raffinatezze melodiche alla Randy Newman in Profumo di muschio – da cui una certa parentela con Fossati in quasi tutti i brani – fanno poi il resto. E Rosso Rembrandt è un signor lavoro, che meriterebbe molta più visibilità di quanta ne ha avuta fino ad ora. Non a caso uno come Kenny Wheeler ha deciso di metterci la tromba in più della metà dei brani. Qui e non in chissà quale altro disco di più acclamati cantautori.

Voto: 8.3
Brani migliori: Sul mare, Vita sarda, Profumo di muschio.

Annunci

Written by Luca

24/06/2008 a 11:34

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: