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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Respirandoti – Stefano Centomo (Timet/Universal, 2007)

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Stefano Centomo è arrivato al secondo posto della categoria giovani di Sanremo 2007. Un buon risultato, anche perché la canzone che allora presentò, Bivio, fu una delle poche ad essere trasmessa con una certa costanza nelle settimane a seguire. I singoli successivi, Niente è come te e Tu dove sei, non ebbero la stessa fortuna ma Centomo è riuscito comunque a pubblicare il suo primo disco solista, complice anche una comparsata nella colonna sonora dell’ultimo blockbuster estivo della Disney, “I Robinson – Una famiglia spaziale”, dove interpretava in italiano due pezzi della soundtrack originale: Un’altra chance e Piccoli istanti.
Tutti i brani citati stanno in questo Respirandoti che, come qualcuno avrà forse intuito, è un disco di pop-rock dalle pretese fortemente commerciali. Per commerciale qui non si intende brutto o terribilmente ruffiano. Le canzoni di Respirandoti non sono tredici tormentoni estivi di bassa lega. Cercano una loro dignità, fanno il verso un po’ ai Coldplay e un po’ ai Negramaro, con arrangiamenti senza smagliature, perfetti per l’air-playing radiofonico. Insomma: cercano di piacere senza vendersi o rovinarsi troppo. Il problema però è che Centomo ha ventun anni, è piuttosto carino e di tipi come lui da Sanremo ne escono almeno tre o quattro all’anno. Ma puntualmente non ce n’è uno che dopo sopravviva alla triade sezione giovani Sanremo, singolo, disco – quando ci arrivano, al disco.

Motivi? Ascoltate Respirandoti: non c’è una nota che sia una che possegga un minimo sentore, non diciamo di originalità, ma almeno di personalità e freschezza. Come fa un prodotto che è uguale a decine e decine di altri che escono ogni anno a sfondare se non si inventa nulla per farsi notare in qualche modo? Che cosa ha di diverso questo disco da centinaia di altri simili ad esso, e non solo per il binomio giovane età-bellezza? Nulla. E dunque, se non per una mera questione di spinte o di fortuna (che esiste, e noi la auguriamo a Centomo), perché un lavoro come questo dovrebbe essere passato in radio o acquistato in un negozio quando, per ragionare in termini di paragone, ci sono pur sempre i Coldplay e i Negramaro?
Attenzione: questo è un discorso che va al di là dei meriti artistici del disco – che qui comunque scarseggiano. Stiamo parlando di “sapersi posizionare”, ovviamente sul mercato. Se non ci sono meriti artistici e non c’è neanche una certa furbizia in grado di concorrere nel mare magnum delle uscite del sempre più saturo mercato discografico italiano, che prospettive ha uno come Stefano Centomo? Poche, purtroppo, in buona compagnia di tanti altri che, provandoci, non hanno pensato sufficientemente a come provarci. Lui, con la sua musica così standardizzata, lo sa? E soprattutto: se non lo sa, qualcuno glielo ha spiegato?

Voto: 4:8
Brani migliori: Bivio.

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Written by Luca

20/06/2008 a 12:59

Una Risposta

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  1. è bello simpatico e romantico cosa volete che vi dica… è un mito

    Anonimo

    13/11/2008 at 14:30


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