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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Aspetto – Altro (La Tempesta Dischi, 2007)

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L’urgenza di quando lei è lì davanti a te ma non dice niente perché è di spalle e quello è il suo Aspetto, mentre tu speri che parli e in testa ti ripeti Aspetto e poi urli «non siamo noi, sì lo so, / non siamo noi» (Canzone di Andrea). La rabbia di quando non la capisci e ti domandi «chissà chi sei / chissà che cosa vuoi?» e poi non puoi fare altro che rispondere «hai già disposto / hai già deciso» (Quadro A). Il post-punk fibrillante degli Altro urla parole essenziali su ritmiche e riff altrettanto ridotti, un minimalismo tellurico di canzoni basso-batteria-chitarra (acustica solo in Chiuso e Smettere) lunghe in media meno di due minuti (undici tracce, diciassette il minutaggio totale) che in questa terza prova dopo gli altrettanto brevi Candore e Prodotto trova la sua maggior compiutezza, produzione in primis (Rico degli Uochi Toki ai comandi).

 

La lista delle influenze ruberebbe spazio alla descrizione della grana emozionale di un disco al contempo fragile e tesissimo, che in un quarto d’ora applica sull’ascoltatore gli stessi effetti di un bombardamento: distrugge tutte le coperture soprattutto quelle più alte e a vista; riporta la vita all’osso dei sentimenti che sono sempre enormi e incontrastabili; dopo, lascia e sottolinea quei deserti di Nulla che sono il quotidiano non-coinvolgimento del moderno sentimentalismo a bassa intensità, ben delineato nei ritratti per lo più di schiena delle ragazze bellissime ma incomunicanti del booklet (ad opera del cantante-vignettista Alessandro Baronciani).

 

Non cercano appigli estetici che non siano quelli di pochi accordi/parole (e immagini) gli Altro, ma vanno dritti al sodo o meglio vanno dritti ai i nodi che prima o poi toccano a tutti, siano essi d’identità, d’amore o d’amicizia: «al telefono parlo forte / per capire cosa dico / al telefono passo il tempo / ma capisco cosa chiedi» (Chiuso). Potranno piacervi o no nella loro brevità a raffica, nel loro autarchismo un po’ ridondante di canzoni brevi ma in sostanza tutte uguali. Un quarto d’ora con loro però vi allargherà emozionalmente come allargano tutte le cose che riescono a mettere a nudo senza fronzoli intorno. Poi si tornerà alla nostra solita bellezza un po’ immobile, un po’ anestetizzata, un po’ inutile. Col nostro Aspetto di spalle da cui aspettarsi poco o niente.

Voto: 8.3
Brani migliori: Canzone di Andrea, Chiuso, Quadro A.

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Written by Luca

17/06/2008 a 16:21

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