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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Le ultime tracce di Mr. Tango – Quinto Stato (Midfinger/Venus Dischi, 2007)

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Rock italiano. Ovvero, come spesso accade, rimbalzare a più non posso tra Sonic Youth, dEUS, Marlene, Afterhours e via dicendo. Ci mettessimo a fare un censimento di quanti si sballottano tra i nomi sopra citati, probabilmente non finiremmo più: tanto sottobosco certo – perché quanti epigoni (epigoni di epigoni, a volte) sono arrivati alla fine anche solo uno scalino al di sotto degli imitati? – ma tanto sottobosco esteso per ettari ed ettari. Un loro appezzamento in mezzo a tutti questi campi l’hanno anche i Quinto Stato. Ma è un appezzamento ben tenuto, con la recinzioni pronte a fare entrare chi è giusto e a tener fuori chi farebbe danni, coltivato con poche varietà di verdura ma rigogliose. Passa ogni tanto dalle loro parti un vecchio (vecchio?) rocker italiano di nome Giorgio Canali, che per il raccolto di Le Ultime Tracce di Mr. Tango ha seguito tutte le fasi della lavorazione, e come al solito si sente.

Non c’è una rivoluzione in zona Quinto Stato – a quella dovevano pensare i braccianti di quel quadro (prima della nascita del Partito Democratico, s’intende) – ma la conferma che anche il rock italiano, pur derivativo quanto volete, con quelle due o tre cose a posto il suo dovere lo fa. Quelle due o tre cose a posto qui corrispondono alla resa cementizia di batteria, due chitarre e basso e soprattutto al songwriting di Giovanni Fanelli, bravo a declinare la concettosità dell’omonimo esordio (anno di raccolto duemilatre) in una serie di testi decisamente più viscerali e d’impatto. Aggiungete a tutto questo una dose al bilancino di volontaria teatralità che rimescola un po’ le carte e scalda quanto basta la barcollante Mr. Tango e la poliritmica Bacon, quindi ricordatevi che uno dei pezzi italiani dell’anno potreste trovarlo proprio tra queste dieci tracce. Si intitola Cani surgelati nello spazio e spara con la stessa rabbia apocalittica e disincantata di quel signore di sopra su tutte le porcherie che ci vediamo intorno. Le altre tracce non arrivano alle stesse altitudini ma delle dieci noi ne casseremmo solo una (Senza filtro fa un po’ troppo stereotipo rock, anche nel testo), riservando alle altre più dei tre canonici ascolti da recensione. Mica male per un disco di rock italiano. Ancor di più per un disco di rock italiano un po’ rimbalzino.

Voto: 7.4
Brani migliori: Bacon, Cani surgelati nello spazio.

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Written by Luca

06/05/2008 a 09:57

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