Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Love is a dog from hell – Black Eyed Dog (Ghost Records, 2007)

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Citazione drakeiana nel nome, chitarra e piano come accompagnatori quasi esclusivi delle canzoni, una manciata tra le migliori firme del nuovo cantautorato d’oltreoceano a fare da numi tutelari. Basterebbero queste poche nozioni per descrivere piuttosto puntualmente il songwriting anglofono di Fabio Parrinello in arte Black Eyed Dog. Un approccio alla forma canzone tradizionale ma sottilmente aperto alle contaminazioni, che scorre sul filo di una malinconia spesso indolenzita e restia ma non meno sincera di una confessione a cuore aperto e chitarra sottobraccio. Devendra Banhart, Will Oldham e Bright Eyes stanno intorno ma non occupano del tutto lo spazio, perché al di là di una discendenza quasi ovvia – ma non per questo celata – le canzoni da sole si guadagnano punti sul campo. Siano crepuscoli acustici con voce tremante e synth in secondo piano a far da fondale (Careless) o ombre lunghe gettate sui tasti di un pianoforte color seppia (Blue Eyed Girl), la risultante è valida soprattutto per spessore emozionale e di scrittura, quand’anche gli arrangiamenti nella loro essenzialità collaborano e incidono, vedasi l’arpeggio potentissimo con piano in ipnosi a scomparsa di Cruising o ancora il piano quadrato (con Kurt Weill presente ma a giusta distanza) di Ballad of Descruction. Dunque se rischi ci sono non sono di parentele troppo strette e soffocanti; attenzione però ai luoghi comuni di scaletta: un tre-quarti in un disco così ci sta sempre bene, ma un tre-quarti da circo malinconioso-bohemienne con fisarmonica, piano e quant’altro come Diazepam for Robin Hood lo troviamo ormai dappertutto e non è che lungo queste vie si possa variare molto.
Comunque questioni da pignoli. Disco prenotato nella graduatoria dei migliori esordi dell’anno, Black Eyed Dog nella lista dei cantautori che sanno come trattare i nostri cuori. Il sottoscritto, poi, sarebbe proprio curioso di sentirlo cantare almeno una volta in italiano per vedere che (bell’) effetto che fa.

Voto: 7.7
Brani migliori: Careless, Cruising.

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Written by Luca

10/04/2008 a 15:36

Pubblicato su Senza Categoria

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