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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Luna in piena – Nada (Radiofandango, 2007)

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Non c’è stato detto ma noi lo sappiamo che Nada Malanima a Sanremo è arrivata ultima. Lo sappiamo primo perché Nada è brava, e quelli bravi a Sanremo arrivano quasi sempre in fondo, e secondo perché l’abbiamo visto tutti il pubblico raggelato alla fine della sua Luna in piena. Un pubblico che premia quella canzone sui matti – cosa facciamo per il problema dei manicomi in Italia? Regaliamo delle rose, semplice no? – e che mette al secondo posto non un cantante ma un’anfora di marmo (il vero Kappler catodico-scandalistico della musica italiana) una come Nada la mette ultima. Lì in fondo la sua Luna in piena ci sta a puntino, anche solo per il fatto che Nada per la maggior parte è ancora quella di “Ma che freddo fa” e basta. Siamo un popolo senza memoria, e quando ce l’abbiamo pensiamo bene di tenercela stretta fino a farci soffocare. Soffocate pure, intanto Nada negli ultimi dieci anni ha tirato fuori almeno due dischi splendidi (“Tutto l’amore che mi manca” e il live “L’attesa” con Massimo Zamboni) e altri tre come degnissimo contorno.

Luna in piena” segue a ruota i primi due, confermando in parte i musicisti che avevano suonato in “Tutto l’amore…” e “L’attesa” (Basile, Corti, Sorge, Rossi e Filippi ex Ustmamò) ma perdendo per strada i comandi di John Parish. Questa, che in sostanza significa una produzione un po’ più piatta e anonima, è forse l’unica vera debolezza di un lavoro ancora una volta estremamente sincero. Si mette sempre più a nudo Malanima, e non potrebbe fare altrimenti con una voce che dai toni ieratici di certi vocalizzi alla Ferretti fino ai bassi sabbatici di un Mark Lanegan al femminile scava nell’ascoltatore grazie al suo spessore fumoso, a tratti corvino, cantilenante da ipnosi. Una cantilena che mischia rabbia e lamento (Tutto a posto) su traiettorie blues tradizionali e desertiche (La verità), oppure segue il filo di mezze filastrocche dalla quadratura pop comunque non meno dolorose (Il sole grosso) e in entrambi i casi forti ma sempre di un’irruenza comunicativa quasi sciamanica ed estremamente trascinante. Chiamatela pure la nostra Patti Smith o la nostra Marianne Faithfull (che però si scrive tutto da sé): comunque sia, una delle migliori cantautrici italiane in circolazione, se non la migliore.

Voto: 7.3
Brani migliori: Luna in piena.

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Written by Luca

23/03/2008 a 18:05

Pubblicato su musica, Nada, recensione, recensioni

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