Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Toilette Memoria – Moltheni (La Tempesta Dischi, 2006)

leave a comment »

Se Natura In Replay era l’esordio pop, acustico e promettente ma per certi versi ingenuo; Fiducia Nel Nulla Migliore il lamento elettrico con passaggi da capolavoro e Splendore Terrore la sterzata dilatante che lasciava liberi i contorni dei pezzi con un’attitudine al limite dell’ambient, Toilette Memoria è semplicemente il miglior lavoro che Moltheni ha pubblicato fino ad oggi. Mai come in questo disco infatti sono presenti, seppur con sfumature diverse, tutte le caratteristiche del suo cantautorato obliquo, dosate al meglio e utilizzate per portare a compimento un lavoro adulto, forse ancora migliorabile in futuro ma già foriero di alcune indicazioni più che confortanti.

La voce, croce e delizia, è sì ancora derivativa (inutile citarvi i soliti due nomi che si tirano in ballo a questo punto) ma è anche più autonoma e calibrata, e quando sale con quell’impeto lirico che pochi in Italia hanno non c’è derivazione che tenga – si ascolti a proposito il beat-pop di Minerva. Il songwriting trova un livello di ispirazione pari al coraggio di certi passaggi testuali, che a fronte di immagini insolitamente naturalistiche o culinarie («la vita mi ha cotto al vapore / io gli ho ricambiato il favore» canta in Bufalo) guadagnano tutto in espressività. E l’urgenza, soprattutto, è quella di Fiducia Nel Nulla Migliore, risolta però in una manciata di splendide canzoni d’amore (più due strumentali) che lasciati da parte ma non del tutto i fondali fin troppo espansi di Splendore Terrore si concentrano su strutture pop-rock rotonde, oseremmo dire quasi geometriche se l’aggettivo non fosse un po’ troppo fuorviante, che talora virano al folk e si lasciano impreziosire da wurlitzer e pianoforti gocciolanti psichedelìa leggera quasi ovunque.

Titoli come Io, L’età migliore, Eternamente, nell’illusione di te e poi Nel futuro potere del legno e Nella mia bocca (il primo rilettura parimenti intensa di uno dei migliori brani di Splendore Terrore e il secondo vertice emotivo del disco) affermano il carattere decisivo di questo disco per l’evoluzione di un autore tutt’altro che unico nel suo genere ma certamente emozionante. E fa niente se alla fine sono solo gli ospiti (peraltro piuttosto succulenti: Carmelo Pipitone dei Marta sui Tubi, Luca e Alberto Ferrari dei Verdena, e un Franco Battiato che si “nasconde”, quantomai autoreferenziale, in Sento che sta per succedermi qualcosa) a lasciarci l’unica mezza delusione.

Annunci

Written by Luca

23/02/2008 a 15:00

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: