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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Live: Pacifico – Salumeria della Musica di Milano, 6/2/2006

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Sebbene esistano ancora i cantautori seri(osi) e tutti concentrati sulla loro (sublime?) arte, Gino De Crescenzo in arte Pacifico non è di questi. Lui gioca, sdrammatizza, dialoga col pubblico e si inventa tutta una serie di freddure e gag per riempire gli spazi tra una canzone e l’altra. Alla Salumeria della Musica si festeggia l’uscita di Dolci frutti tropicali: l’atmosfera è famigliare, gli applausi (soprattutto dai fans) non mancano mai, mischiati nel pubblico ci sono Domenico Procacci, Carlo Fava, Frankie Hi Nrg. Pacifico presenta le sue nuove canzoni alternandole a quelle dei due dischi precedenti, ospitando sul palco anche alcuni degli artisti che con lui hanno collaborato alla realizzazione dell’album.

L’apertura è affidata all’omonima Pacifico, poi il brano sanremese Solo un sogno e l’ultimo singolo Dal giardino tropicale: il gruppo che lo accompagna è abbastanza compatto (chitarra, basso, batteria, tastiere più la chitarra di Pacifico) ma mai troppo determinante. L’incompiuta non ha la stessa forza che in studio (sarà così anche per la versione estremamente slow di A poche ore), mentre King Kong viene vivacizzata dall’apparizione in sala di un personaggio travestito da scimmione. Per Caffè arriva sul palco Petra Magoni – seguita poi da Ferruccio Spinetti degli Avion Travel: insieme presentano un brano (Io sono metà) scritto da Pacifico e contenuto nella sequel di “Musica Nuda” di prossima uscita – e dopo Le mie parole (sicuramente il momento migliore della serata) Da qui viene cantata con un Samuele Bersani parecchio in forma. Il finale del set è affidato a Ricordati di me e alla tromba di Marco Brioschi che emerge dalle ultime file verso il palco. Nel bis è la volta di Fine fine, Smog e Polifemo, chiusa dal protagonista con un omaggio in bolle di sapone.
Serata divertente? Sì, ma più per il contorno, perchè la musica lascia parecchio a desiderare. La voce di Pacifico, soprattutto quando tenta il falsetto, tentenna, e a forza di tentennare cade. Le canzoni, vuoi per un’eccessiva uniformità di scrittura che dal vivo si fa sentire ancora di più, rendono molto meno che su disco. E alla fine dietro ai giochi e alla simpatia rimane un po’ poco.

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Written by Luca

05/02/2008 a 19:54

Pubblicato su concerti, concerto, musica, Pacifico

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