Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

La scoperta dell’America – Claudio Lolli (Storie di Note, 2006)

leave a comment »

Non è rimasto certamente con le mani in mano Claudio Lolli in questi ultimi dieci anni di carriera artistica tra dischi, libri e collaborazioni. Eppure per scovare il suo ultimo lavoro in studio ci tocca andare indietro sino al 2000 (“Dalla parte del torto”) e per trovarne uno realizzato in studio e composto totalmente da brani inediti addirittura al 1997 (“Intermittenze del cuore”). Per questo “La scoperta dell’America“, che esce a tre anni dall’indovinata rilettura di “Ho visto anche gli zingari felici” realizzata insieme al Parto delle Nuvole Pesanti, assume un po’ il ruolo di prova del nove sulla salute compositiva del nostro, che in trent’anni e passa di canzoni ha fatto con i vari Guccini, Vecchioni e compagnia la storia del cantautorato (impegnato?) di casa nostra.

Dunque: come sta Lolli? Non alla grande certo, però a guardare la qualità delle canzoni in gioco diremmo sicuramente bene. Ne “La scoperta dell’America” ci sono i più classici e prevedibili momenti di calo (Il secondo sogno) ma anche canzoni a cui è giusto dedicare il proprio tempo (Majakovskij e la scoperta dell’America e Le rose di Pantani, scritta con il poeta Gianni D’Elia, su tutte, ma anche la reading musicata di Medley con rumori rosa). Il problema semmai è un altro: che i brani funzionano quando a funzionare sono i testi, perché intorno è il nulla o quasi. Accenni jazz, blues, folk, ma non un’idea musicale minimamente importante, non un arrangiamento che invece di travolgere con eccessi di tastiere ed insistiti ghirigori di sax lasci un segno ed esalti il resto (escluderemmo dal mazzo solo L’eterno canto dell’uomo, ma per il rotto della cuffia), non uno spunto che faccia almeno sperare in uno sforzo che non sia unicamente improntato alle parole.
Certo, sappiamo tutti da dove viene Lolli e all’incirca ci immaginiamo anche dove andrà in futuro. Ma alla fine è proprio questa la questione: nell’anno musicale duemilasei, queste canzoni, pur dai testi belli ed eruditi senza risultare pedanti, pur dall’impegno verace e non privo di sdegno e disincanto, risultano reazionarie, antistoriche, immobili. La “rinfrescata” con il Parto non ha insegnato niente. Fate largo ai nuovi.

Voto: 4.5

Annunci

Written by Luca

22/01/2008 a 13:08

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: