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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Il Cannone – Quintorigo (Venus, 2006)

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Diciamolo subito: se c’è una cosa che i rimanenti Quintorigo non dovevano fare dopo l’abbandono del gruppo da parte di John De Leo era pensare di sostituirlo semplicemente innestando una nuova voce su un repertorio, e soprattutto su uno stile, consolidati e mantenuti quasi del tutto intatti. E’ vero che la nuova cantante del gruppo, la pur brava ed esperta Luisa Cottifogli, ha dato il suo contributo nella realizzazione de Il Cannone – le riletture per sola voce dello spiritual Soon I will be done e del tradizionale arabo Ranni Li sono farina del suo sacco – ma, dispiace dirlo, i Quintorigo di oggi non sono quei Quintorigo. E, ancora peggio, non sono nemmeno qualcosa di nuovo, forte di uno scarto rispetto al passato che ne sottolinei il cambiamento e, addirittura, l’evoluzione.

“Il Cannone” fa l’effetto di una vecchia giacca sdrucita che non possiamo più veramente indossare, di un dejavù con una grossa ed evidente imprecisione al suo interno. I Quintorigo provano ad essere i soliti, col loro sound d’archi e fiati che tutto ingloba e amalgama – qui si va dal reggae di una Redemption Song abbastanza felicemente riproposta agli omaggi a Charles Mingus di Goodbye Pork Pie Hat e agli Area di Luglio Agosto Settembre (Nero): più che una cover un esame del dna… – ma vengono attraversati dall’imbarazzo di una mancanza che si rivela inevitabilmente essenziale, tanto più quanto come in Frankestein o Lacrime la vicinanza con le prime produzioni del gruppo è fin troppo evidente.

Vittima del corto circuito di sé stesso ancora-uguale-ma-non-più – che si fa impietoso quando è la volta di riproporre, con istinto diremmo quasi suicida, Grigio – e in verità neanche aiutato dalla poca ispirazione degli inediti in certi casi non privi di un po’ di retorica (si veda la title-track e la versione in italiano di Invisibile Sun dei Police) ed ineleganza (Nel clone del padre è un pasticcio hard-rock con basso, batteria e chitarra tutto da dimenticare), “Il Cannone” è lo scacco (definitivo?) di uno dei più interessanti progetti italiani degli ultimi anni e la conferma che nei momenti di crisi quello che conta è riflettere, riflettere e riflettere ancora. Per evitare che errori grossi come questo trancino tutto: ispirazione, personalità e soprattutto identità. Peccato davvero.

Voto: 5.3
Brani migliori: Redemption Song.

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Written by Luca

20/01/2008 a 09:14

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