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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Tornare nella Terra – Bachi da Pietra (Wallace Records, 2005)

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Quali radici si afferrano, quali rami crescono
su queste rovine di pietra?
[…]
E l’albero morto non dà riparo
e il canto del grillo non dà ristoro
e l’arida pietra non dà suono d’acqua.
(Thomas S. Eliot)

Dalla vita morte, dalla morte vita. E dentro la terra. Vita e morte nella terra.
La terra che non battezza ma genera terribilmente, abitandosi d’insetti e residui di rami; nutrendosi di carcasse e disseccamenti. “Voglio uccidere ed essere ucciso / voglio combattere ed essermi nemico“: origine e sepoltura, da vita morte da morte vita: non solo primo inizio e ultima fine ma trasformazione di uomo in un altro sé stesso: “scorrere: una foce ad estuario / di tempo in tempo / di questo in altro“.

Come per inerzia crepi così per inerzia vai / e tutto ricomincia anche se non sai dove porta“.
La terra che non è suolo, che non è direzione, che non è fango di materna accoglienza: la terra secca che riecheggia il battito primordiale del cuore/tamburo, fine dopo inizio, inizio dopo fine, in “giorni assurdi a bersi il cervello vomitare nello specchio“; la terra blues maledetto e primordiale che scava, denuda, peggiora: “il mio amico gionniuolcher l’ho ridotto male / lui ha ridotto abbastanza male me“.

Voglia di contatto / qualche cosa di vivo“.
La terra che non sta in cielo, che non vola, che non è uccello ma “si rivela un verme / come ogni cosa al mondo viva“: l’humus, l’uomo. Un essere di vita-morte-vita senza suolo che “chiede devozione in nome di niente” perché sta nel Niente. Ma è “alto nel sentire“, prega e ricerca: “risalirai mai a dirmi di non avere paura / soffierai mai qualche cosa di vero“.

Aprimi e accoglimi / donna senza nome / dammi la tua voce / che io possa bere l’insensatezza dell’esistenza dalle tue labbra“.
Allora la terra è tutto: tragicamente, oscenamente tutto. Bisogna tornarvi, ri-prendere coraggiosamente coscienza, “perché dire / può essere solo come / tornare nella terra“, e scovare la buia luce di un’unica verità: la vita trascorre, cambia senza rispondere, infetta gli uomini: “tu non capisci e sorridi e pensi che io sia malato / io sono malato“. E rilascia inebrianti speranze fatte della sua stessa terra: “sarà dolce cantare vecchie canzoni e non seguirne il senso / solo di una“.

I dieci blues arcaici di “Tornare Nella Terra” dei Bachi da Pietra raccontano tutto questo. Senza scampo, diretti alla gola e alle viscere; con parole fruscianti in bocca, una batteria monca, una chitarra e poco altro. Vi metteranno a ferro e fuoco.

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Written by Luca

13/01/2008 a 18:07

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