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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Resta – IG (Alabianca, 2005)

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Già con i Beau Geste, e poi soprattutto due anni fa con “ACAU – La nostra meraviglia”, Gianni Maroccolo aveva ricominciato a prendere confidenza con i macchinari elettronici, quella sua “seconda vita” – ben lontana dalla durezza granitica del basso – che è poi anche la sua provenienza originaria prima di approdare al rock dei Litfiba e dei CCCP/CSI. IG, a due anni da “ACAU” e a circa otto dall’ultima incisione dei Beau, è una sorta di “richiamo alle armi”, dove al posto dei fucili e delle mitragliatrici ci sono di nuovo synth, programmazioni e le canzoni della cantautrice bresciana Ivana Gatti
Resta” è il primo frutto della collaborazione dei due, nata quasi per caso un anno e mezzo fa (vedi intervista). L’esiguo numero di tracce (solo sette, più una traccia cd rom con video e testi) e la possibilità di acquistarlo esclusivamente sul sito di Maroccolo o su quello di Ala Bianca gli danno la sembianza di un timido assaggio, che non ha voglia di accendere troppi clamori. Ma, timidezza a parte, è ben chiara fin dalle prime battute la strada intrapresa da IG, in bilico su un gioco di contrappesi tra musica d’autore e fibrillazioni elettroniche. Da una parte le canzoni femminili di Ivana Gatti, incentrate su testi sinceri, diretti e melodie spesso articolate (a cui la sua voce eclettica non fatica a dare respiro). Dall’altra le manipolazioni di Maroccolo, dirette discendenti delle cadenze liquide e macchinose di “ACAU” (la cover de Il vento di Battisti) ma ancora più inclini rispetto al passato ad atmosfere umbratili, talvolta sospese (Padri) talvolta allucinatorie (Guarda).

Il risultato si avvicina parecchio al più classico ed elegante pop alla Battiato, soprattutto per quanto concerne le collaborazioni con Alice (che si materializza nel trip-hop sensuale di Marea) e Giuni Russo (a cui va l’omaggio di Josephine), nonché per la marcata eccentricità di alcuni passaggi che donano ai brani sfumature da scoprire ascolto dopo ascolto. Siamo certamente lontani dalla genialità di certe invenzioni del cantautore siciliano di metà anni ottanta, ma “Resta” è comunque un buon primo passo, che fa attendere con ottimismo il secondo capitolo – questa volta sulla lunga distanza – previsto per i primi mesi dell’anno prossimo.

Voto: 6.3
Brani migliori: Josephine.

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Written by Luca

12/01/2008 a 17:34

Pubblicato su IG, musica, recensione, recensioni

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