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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

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Preferiremmo non dover parlare di un disco come questo, o doverne parlare come se esso fosse un puro racconto di una storia di coraggio e libertà. Non è un caso invece che l’ultimo progetto musical-teatrale degli Yo Yo Mundi si intitoli esplicitamente “Resistenza“, dichiarazione d’intenti e di memoria nei confronti di un periodo del nostro passato oggi volontariamente distorto, e purtroppo incapace di consegnare alle nuove generazioni qualcosa di giusto e definitivo. Non è solo racconto, quindi, quello che mettono in scena gli Yo Yo Mundi. Non lo può essere. E’ necessariamente memoria: memoria e storia; memoria dopo la storia. Gli Yo Yo Mundi ci ricordano che memoria e storia non sono la stessa cosa. Perché la storia, se lo vogliamo, può essere condivisa (fatti, numeri, testimonianze, non ideologie o morali: fascisti e partigiani combatterono la stessa guerra) ma la memoria non può. La memoria riflette sulla storia, la giudica, e spariglia schiavisti e ribelli, buoni e malintenzionati.

La vicenda della Banda Tom, tredici ragazzi del Monferrato adolescenti o poco più che vennero trucidati e vilipesi in morte il 15 gennaio del 1945, è una delle tante piccole e mitiche vicende di eroismo improvviso che accompagnano ancora oggi i ricordi di tanti anziani del nostro paese. E proprio dai ricordi di chi c’era – grazie al lavoro di raccolta di Fabrizio Meni – insieme alle parole di Levi, Fenoglio (Ma l’amore si fa ripensare, stupendo estratto dagli “Appunti partigiani”) e del collettivo Wu Ming, gli Yo Yo Mundi ripercorrono le vicende  della banda e di altri ribelli della zona, tra episodi quasi comici (Lo schiaffo ad Almirante) e la fine disperata delle loro gioventù (Tredici, Lamento per la morte di Aureliano). Ad unire la narrazione un repertorio di canzoni recenti legate alla Resistenza come Eurialo e Niso, Le storie di ieri, Stalingrado, il tradizionale The Partisan (già ripreso da Leonard Cohen e qui riproposto con un mood quasi alla Nick Cave), la bellissima Brigata Partigiana Alphaville di Lalli, e un pugno di nuove canzoni degli stessi Yo Yo (tra cui Non c’è nessun dopoguerra, già presente nel precedente “54”); oltre ovviamente all’immancabile Bella ciao – qui proposta in una versione solenne e priva di celebrazioni – che anticipa il finale di Viva l’Italia di De Gregori, cantata dal gruppo con i numerosi ospiti partecipanti al progetto (tra cui Gang, Paolo Bonfanti, Giuseppe Cederna e Fabrizio Pagella).

“Resistenza” è formato da un disco e da un dvd (lo si dovrebbe trovare nei negozi a non più di quindici euro). Nel disco sono inseriti tutte le canzoni e qualche momento narrativo; mentre il dvd con un taglio quasi documentaristico ma molto familiare presenta alcuni frammenti dello spettacolo e interviste ai protagonisti che spiegano la genesi e i motivi del progetto, oltre ad una serie di intensi colloqui coi diretti testimoni, ormai anziani ma disposti a non desistere e ricordare, nonostante il tempo passato e le sofferenze ancora troppo vive.

Voto: 6.5
Brani migliori: Tredici. 

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Written by Luca

10/01/2008 a 10:48

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