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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Mantova Musica Festival 2005 – AA VV (UPR/Edel, 2005)

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Nato l’anno scorso in contrapposizione al fallimentare Sanremo del “padrino” Tony Renis, il Mantova Musica Festival ha trovato con la seconda edizione svoltasi a giugno una collocazione più autonoma, pur conservando intatto l’intento originario di dare voce a tutta quella musica che rischia di sparire perché priva di supporti televisivi. Il triplo disco uscito pochi giorni dopo la chiusura del festival è il resoconto di una manifestazione sicuramente importante per cifre e varietà della proposta (quest’anno centosedici eventi tra musica, teatro e cinema, quasi tutti gratuiti, per un totale di trentacinque mila spettatori) ma che ha bisogno, almeno sotto l’aspetto musicale, di essere meglio ripensata.
I tre cd – venduti ad un prezzo davvero onesto – presentano quasi tutti gli artisti che si sono avvicendati sul palco del Teatro Ariston (manca a sorpresa la vincitrice del premio come miglior artista Maria Pierantoni Giua) mischiando tra loro personaggi già noti o con una buona esperienza discografica alle spalle (Paoli, De Sio, Modena City Ramblers, Pagani, Manfredi e via dicendo), nomi nobili del folk italiano (Riccardo Tesi & Banditaliana, Tenores Di Neoneli, Fratelli Mancuso) e soprattutto un gruppo consistente di artisti totalmente emergenti o con non più di un disco in commercio.

Sono proprio questi ultimi il punto debole della raccolta (e quindi, in parte, del Festival). Se è vero che lo scopo della manifestazione era di dare spazio ad una certa musica italiana (di qualità) che non trova i riflettori del palco sanremese e non solo di quello, ci sentiamo di dire che in Italia c’è molto altro – e per certi versi molto di meglio – rispetto a quanto è stato selezionato per il Festival mantovano. Dando un’occhiata dall’alto ai nomi, l’impressione è che durante la selezione siano stati privilegiati alcuni generi, o attitudini, in favore di altri: innanzitutto il cantautorato, e poi tutta una serie di epigoni di Modena City Ramblers, Bandabardò e Manu Chao che pur non presentando nulla di qualitativamente scadente scorrono via durante l’ascolto senza lasciare granché, schiacciati dal pressante confronto coi modelli e confondendosi facilmente anche tra loro. Manca quasi del tutto il rock – non c’è traccia di tutta la fertile scena indie di questi ultimi anni: campanilismi tipicamente italiani? – e anche in ambito cantautorale ci sarebbe piaciuto vedere qualche nuova realtà meno “tradizionale” ma comunque assai meritevole di attenzione e successo.
Sperando in una terza edizione del “Mantova Musica Festival” ancora più fortunata ma meno parziale vi segnaliamo comunque alcuni nomi che meritano un ascolto: il fiorentino Gianfilippo Boni, già al secondo disco, che sulla più classica ballata jazz imbastisce un ritratto affettuoso e sincero di Vincent Van Gogh; i fin troppo waitsiani Scraps Orchestra con la loro strampalata L’epidurale e per finire il folk verace dei molisani Riserva Moac con la pacifista Ungaretti.

Voto: 5.7
Brani migliori: L’epidurale (Scraps Orchestra).

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Written by Luca

05/01/2008 a 18:09

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