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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Live: Andrea Chimenti – Casa 139 di Milano, 8/2/2005

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Non è ancora tempo per le canzoni di Vietato Morire, ultima fatica in studio che Andrea Chimenti porterà in concerto da marzo. Alla Casa 139 l’ex voce dei Moda propone la sua personalissima rilettura cantata dei versi di Giuseppe Ungaretti, quel Porto Sepolto che discograficamente parlando è stato uno dei suoi più difficili “contatti” con la letteratura e anche uno dei meglio riusciti. Ma l’album era solo un estratto dell’intera performance (le canzoni arrangiate per archi, pianoforte e chitarra); dal vivo le poesie cantate di Ungaretti incontrano le parole di Tolstoj, Pascoli e Buzzati. Ne risulta uno spettacolo denso e dilatato, il cui tono meditativo non è inquinato dalla voluta brevità del tutto; uno spettacolo che ripaga abbondantemente l’attenzione richiesta, anche solo per il valore letterario dei singoli episodi o per la qualità della proposta musicale – dicasi del solito supereclettico Massimo Fantoni alle chitarre e delle notevoli qualità d’interprete/attore di Chimenti. 
Così proposto nella sua versione allargata, Il Porto Sepolto diventa un’indagine tutta interiore sul fallimento e sulla rinascita, in cui alla consapevolezza della sconfitta rispondono i canti d’immenso di Ungaretti. La sconfitta è raccontata con le parole de La confessione di Lev Tolstoj – lancinante ammissione dell’impossibilità della scienza di risolvere i misteri della vita – e con la disincantata vicenda di Giovanni Drogo nel Deserto dei Tartari di Buzzati. La rinascita – i primi versi dell’ungarettiana Vanità: “d’improvviso / è alto / sulle macerie / il  limpido / stupore / dell’immensità – arriva inattesa e imprevedibile, anticipata dal dolore del fallimento e dall’accettazione di esso. I due aspetti complementari dialogano e si alternano continuamente lungo il percorso artistico senza una reale soluzione. Alla fine, ad emergere tra il dolore e la luce, è un “tarlo che lavora (Il libro, da Pascoli), l’inestinguibile sete di verità dell’uomo che Andrea Chimenti nel Porto Sepolto sa cantare come pochi altri. E’ grazie a lui e a spettacoli come questo che ci si sente, a volte, “ubriachi d’universo.

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Written by Luca

28/12/2007 a 18:52

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