Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Il coraggio dei piuma – Valentina Dorme (Fosbury/Audioglobe, 2005)

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Quando arrivarono dopo una serie di demo alla loro prima pubblicazione (“Capelli rame”), i Valentina Dorme furono una delle più belle scoperte dell’anno 2002. Il loro impasto sonoro “tra Sonic Youth e Fabrizio De Andrè” – questo sarebbe stato l’incessante leit motiv di accompagnamento ad ogni presentazione – mise d’accordo critica e pubblico arrivando a conquistare il premio Fuori dal Mucchio di quell’anno. Normale quindi che l’attesa per il nuovo disco, seppur tra i “pochi” ascoltatori dell’indie italiano, fosse parecchia.
Il coraggio dei piuma non cambia le linee guida del suo fortunato predecessore ma suggerisce, in quanto ad attitudine, un sensibile spostamento verso il pop. Pur rimanendo ben saldo in quasi tutti i pezzi l’impeto tagliente delle chitarre, i Valentina Dorme dimostrano una maggiore attenzione per la melodia, a favore della forza comunicativa dei pezzi e quindi della loro capacità di emozionare. La cosa è evidente fin dall’iniziale Dobermann – andamento elegante e, di contrasto, l’irruenza del ritornello – e si ripete anche per la seguente Canzone di lontananza, trovando una riconferma nello splendido minuto e mezzo acustico di Un tuffatore (dal testo pienamente letterario: leggere a secco sul booklet per credere) e una definitiva certezza nei crescendo ripetuti di L’amore a trent’anni e Teatro leggero, in cui è determinante una sottile influenza del più classico post-rock che va al di là dei “soliti” accenti sonichiani.
A chiudere il cerchio in positivo ci sono i versi di Mario Pigozzo Favero, meno ermetici che in passato e pronti a ribadire la qualità di una scrittura fatta di parole non a caso semplici e immagini sincere anche quando l’intento è totalmente – e magnificamente – metaforico (Un tuffatore, Il coraggio dei piuma). L’amore è il tema dominante e viene raccontato nelle sue più diverse fasi e vicende, andando a delineare nel complesso una sorta di diario dei sentimenti che non concede nulla al patetismo ma espone, tra accenni di puro lirismo e narrazione, disillusioni e veleni di un sentimento fragile, unico e vitale.
Nonostante nel finale perda qualche colpo – non soddisfa il rifacimento indietronico di Canzone di lontananza ribattezzato Il giorno n. 303 – “Il coraggio dei piuma” convince appieno e iscrive i Valentina Dorme, sempre più definitivamente, tra i nomi migliori del cantautorato rock di casa nostra.

Voto: 8.2
Brani migliori: Dobermann, Un tuffatore, L’amore a trent’anni.

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Written by Luca

21/12/2007 a 09:17

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