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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for dicembre 21st, 2007

Il posto delle fragole cds – Marco Parente (Mescal, 2005)

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Portate a termine le molteplici derivazioni del fortunato “Trasparente”, l’instancabile Marco Parente consegna alle stampe un assaggio di quello che sarà il suo nuovo (doppio) progetto musicale Neve Ridens, due dischi in uscita rispettivamente a settembre e a febbraio nati dalle stesso nucleo di canzoni ma opposti in quanto ad atmosfere.
Rispetto alla produzioni precedenti Il posto delle fragole – ogni riferimento al film di Bergman è assolutamente voluto – dimostra in fase di arrangiamento un approccio più diretto e asciutto, quasi rock’n’roll, mantenendo comunque a livello di scrittura le buone cose fatte in passato. Ai primi ascolti l’appeal non è sicuramente lo stesso di un singolo(ne) come “Lamiarivoluzione”, ma sulla lunga distanza il pezzo conquista maggiori favori – ritornello e coda in primis – grazie anche all’apporto dei mariposiani Enzo Cimino (batteria di custodie) e Enrico Gabrieli (piano e honky tonk).
Completano il dischetto due b-side: Reperto ritrovato, pezzo che ricorda i toni di “Testa dì e cuore” aperto e chiuso da uno splendido giro di chitarra; e Altopiano parlante, gradevole strumentale che a quanto si sa preannuncia insieme alla traccia uno le sonorità del primo dei due dischi in uscita.

Voto: 6.4
Brani migliori: Il posto delle fragole. 

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Written by Luca

21/12/2007 at 12:07

Il coraggio dei piuma – Valentina Dorme (Fosbury/Audioglobe, 2005)

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Quando arrivarono dopo una serie di demo alla loro prima pubblicazione (“Capelli rame”), i Valentina Dorme furono una delle più belle scoperte dell’anno 2002. Il loro impasto sonoro “tra Sonic Youth e Fabrizio De Andrè” – questo sarebbe stato l’incessante leit motiv di accompagnamento ad ogni presentazione – mise d’accordo critica e pubblico arrivando a conquistare il premio Fuori dal Mucchio di quell’anno. Normale quindi che l’attesa per il nuovo disco, seppur tra i “pochi” ascoltatori dell’indie italiano, fosse parecchia.
Il coraggio dei piuma non cambia le linee guida del suo fortunato predecessore ma suggerisce, in quanto ad attitudine, un sensibile spostamento verso il pop. Pur rimanendo ben saldo in quasi tutti i pezzi l’impeto tagliente delle chitarre, i Valentina Dorme dimostrano una maggiore attenzione per la melodia, a favore della forza comunicativa dei pezzi e quindi della loro capacità di emozionare. La cosa è evidente fin dall’iniziale Dobermann – andamento elegante e, di contrasto, l’irruenza del ritornello – e si ripete anche per la seguente Canzone di lontananza, trovando una riconferma nello splendido minuto e mezzo acustico di Un tuffatore (dal testo pienamente letterario: leggere a secco sul booklet per credere) e una definitiva certezza nei crescendo ripetuti di L’amore a trent’anni e Teatro leggero, in cui è determinante una sottile influenza del più classico post-rock che va al di là dei “soliti” accenti sonichiani.
A chiudere il cerchio in positivo ci sono i versi di Mario Pigozzo Favero, meno ermetici che in passato e pronti a ribadire la qualità di una scrittura fatta di parole non a caso semplici e immagini sincere anche quando l’intento è totalmente – e magnificamente – metaforico (Un tuffatore, Il coraggio dei piuma). L’amore è il tema dominante e viene raccontato nelle sue più diverse fasi e vicende, andando a delineare nel complesso una sorta di diario dei sentimenti che non concede nulla al patetismo ma espone, tra accenni di puro lirismo e narrazione, disillusioni e veleni di un sentimento fragile, unico e vitale.
Nonostante nel finale perda qualche colpo – non soddisfa il rifacimento indietronico di Canzone di lontananza ribattezzato Il giorno n. 303 – “Il coraggio dei piuma” convince appieno e iscrive i Valentina Dorme, sempre più definitivamente, tra i nomi migliori del cantautorato rock di casa nostra.

Voto: 8.2
Brani migliori: Dobermann, Un tuffatore, L’amore a trent’anni.

Written by Luca

21/12/2007 at 09:17