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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for dicembre 12th, 2007

Che/cosa/te/ne/fai/di/un/titolo – Mercanti di Liquore (V2/Mezzanima/Edel, 2005)

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Come per una specie di influenza positiva, potremmo dire che quando c’è Marco Paolini i Mercanti di Liquore c’azzeccano. E pure parecchio. Ne avevamo avuto già la prova con il precedente “Sputi”, incontro perfetto tra la narrazione colto-popolare dell’attore veneto e l’energia popolaresca del trio monzese; ne abbiamo la conferma con il nuovo Che/cosa/te/ne/fai/di/un/titolo, album che segna un sensibile distacco dal passato e dalla sue gravose influenze deandreiana a beneficio di un cantautorato folk-pop maggiormente narrativo e dai ritmi meno energici.

Se De Andrè c’è ancora nella musica dei Mercanti è certamente il De Andrè più dylaniano, quello delle collaborazioni con De Gregori e Bubola; ma oggi il gruppo si concede pure alcuni slanci melodico-orchestrali prima inaspettati (Non siamo mai stati sulla luna); mentre un’accresciuta cura degli arrangiamenti – rinvigoriti da pianoforte, archi e fiati – fa emergere dal loro dna altre importanti discendenze (Cohen nella pregevole Senza titolo; Jannacci nello sghembo “valzerino” La semi-automatica), nonché una vena da cantastorie di razza che regala passaggi sicuramente tradizionalisti ma altrettanto notevoli sotto il profilo letterario (Nella chiesa di Bellusco).

I testi del resto hanno abbandonato qualsiasi velleità sloganistica e si concentrano sulla realtà, ne estrapolano ritratti sorprendenti (Huntsville, Il suddito peggiore, ovvero l’italiano-catodico che vuole farsi illudere dall’unto del signore di turno) e sincere dichiarazioni d’amore resistente (L’Italia, con Paolini, Stefano Vergani, e Michela Ollari dei Terramare), mantenendo però a livello tematico le coordinate di sempre.
Se “Sputi” è stato una benefica parentesi nel percorso del gruppo, con Che/cosa/te/ne/fai/di/un/titolo i Mercanti di Liquore raggiungono la loro maturità artistica e – non vi è dubbio almeno fino ad oggi – il punto più alto della loro produzione.

Voto: 6.7
Brani migliori: Senza titolo, La semi-automatica.

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Written by Luca

12/12/2007 at 17:27

Cerchi nell’acqua ep – Paolo Benvegnù (Stout Music/Santeria, 2005)

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Splendidamente e ormai definitivamente rinato dalle ceneri degli Scisma, Paolo Benvegnù chiude la sua prima esperienza solista con la pubblicazione di questo ep a supporto del secondo singolo (e relativo videoclip d’animazione di Cinzia Di Felice e Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione) tratto dal fortunato Piccoli Fragilissimi Film. Cerchi nell’acqua ep, oltre alla title-track ripresa in radio edit e accorciata di circa quaranta secondi rispetto alla versione d’origine, propone anche tre inediti (Rosa Lullaby, Il vento incalcolabile del sud e lo strumentale Piccoli Fragilissimi Film) e una cover parecchio riuscita di In a manner of speaking dei Tuxedomoon. Pur non aggiungendo nulla a quanto di buono era già stato detto per l’album, le due canzoni inedite confermano lo stato di grazia della scrittura di Benvegnù, sempre fortemente sospesa sull’interiorità del suo autore e capace di continui e preziosi slanci lirici; mentre lo strumentale posto alla fine – pianoforte, chitarra ed inserti vocali delle più diverse provenienze ad opera del batterista/tastierista Andrea Franchi – fa da titolo di coda “ambientale” al disco e all’intero progetto.

Voto: 6.3
Brani migliori: Cerchi nell’acqua, In a manner of speaking.

Written by Luca

12/12/2007 at 08:12