Songwriters

recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for dicembre 11th, 2007

Video: Pippo Pollina & Franco Battiato – Finnegan’s Wake

leave a comment »

Nel 1999 Pippo Pollina si fa conoscere al pubblico italiano con questa bella canzone in duetto con Franco Battiato. Finnegan’s Wake, dal romanzo di James Joyce, è contenuta in Rossocuore, disco le cui canzoni sono tutte ispirate ad opere letterarie. Nel video anche un cameo di Nada, presente anch’essa sull’album come ospite.

Annunci

Written by Luca

11/12/2007 at 20:37

Camere da riordinare – Lo.Mo (Desvelos, 2005)

leave a comment »

Da non confondere coi Loma (nome sotto cui si celavano Massimo Ferrarotto e la veejay Paola Maugeri) e neanche coi La Crus – data l’ingannevole somiglianza della voce del cantante con quella di Mauro Ermanno Giovanardi – i Lo.Mo rinascono per mano dei fondatori dei disciolti Bartok innestando nelle loro file Paolo Zangara alle chitarre (IK14) e l’australiano Darren Cinque al pianoforte. Non più inclini al livido post-rock della formazione precedente con Camere da riordinare il raggio d’azione del gruppo si sposta verso un blues altrettanto scuro e metropolitano, rinnovato dai testi di Roberto Binda per la prima volta in italiano e nobilitato dalla presenza quasi costante del pianoforte.

Nick Cave – con tanto di gustose baldorie badseediane al seguito, come in Una sangre – è forse il riferimento che ricorre più volte durante l’ascolto del disco (dalla traccia uno con l’autoritaria Un altro mare passando al climax solenne dell’impietosa Tutto ci appartiene) ma non manca tra le righe anche una certa dura disillusione di stampo tenchiano, che coinvolge oltre ai testi anche la loro (potente) interpretazione. Laddove lo sguardo si sposta verso la più classica folk-ballad (l’ispirata Pensiero magico) o verso toni battistianamente più “leggeri” ma non meno foschi (Il gusto del ricordo) la proposta non perde di spessore, grazie anche all’indovinata produzione di Hugo Race. I testi non sempre convincono appieno – ci sembrano ad esempio un po’ di maniera le parole scritte per la ritmica animalesca di Piaceri singolari – ma nell’insieme rimangono la maturità e il rigore di un quasi-esordio che continua le cose buone fatte in passato.

Voto: 7.2
Brani migliori: Una sangre, Tutto ci appartiene.

Written by Luca

11/12/2007 at 16:23

Pubblicato su LoMo, musica, recensione, recensioni

Tagged with , , ,

Canta Ro’! – Etta Scollo (Premium / Audioglobe, 2005)

leave a comment »

«Quannu jù moru / cantati li me canti / ‘un li scurdati / cantatili pi l’antri» chiedeva Rosa Balistreri in Quannu Moru. Etta Scollo – cantautrice siciliana emigrata in Germania come il collega Pollina – ha accolto l’invito con questo disco dal vivo, Canta Ro’!, omaggio appassionato e sinfonico al repertorio di quella che è stata la più grande cantante folk siciliana e una delle più grandi del nostro paese, la cui opera soprattutto oltre l’isola è rimasta dimenticata per molto tempo. Registrato dal vivo in tre occasioni distinte con l’accompagnamento dell’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta dal maestro Angelo Faja, Canta Ro’! è un viaggio non cronologico ma sentimentale – la Scollo ha scelto i pezzi più amati – nel repertorio di Rosa Balistreri a partire dall’immemore esordio di U cunigghiu fino ai pezzi più politici (U pumu), capaci di raccontare con disincanto e amarezza la condizione umana da cui la Balistreri proveniva.
L’interpretazione di Etta Scollo non si affida ad una semplice e impraticabile emulazione ma propone un cantato più lirico che in alcuni pezzi mantiene la teatralità e il rabbioso sarcasmo dell’originale, discostandosi invece per quanto riguarda la vocalità – grave e notturna la prima, più solare e maestosa quella della Scollo. Prezioso anche il lavoro dell’Orchestra, che pur marcando la distanza dai modi della Balistreri (che amava cantare ovunque capitasse, accompagnandosi solamente con la chitarra) dona ad alcuni pezzi aperture inaspettate (l’innesto etnico-arabeggiante sul passo drammatico di A curuna), rimanendo comunque in una situazione di comprimarietà rispetto alla voce della Scollo.  
Nel dvd allegato al disco vi sono le riprese di tre canzoni già presenti nel cd e un interessante colloquio con Etta Scollo che racconta alcuni episodi significativi e divertenti della vita di Rosa Balistreri, a completare il quadro di un omaggio sincero e veramente impeccabile.

Voto: 8.0
Brani migliori: U cunigghiu, Rosa canta e cunta.

Written by Luca

11/12/2007 at 11:04

Bar Casablanca – Pippo Pollina (Storie di Note, 2005)

leave a comment »

Bar Casablanca doveva essere in origine un disco di pezzi inediti, registrato dal vivo in un’unica data. Le inevitabili stecche di un concerto non più replicabile hanno poi indotto Pippo Pollina a ripensare il suo progetto e a fare di Bar Casablanca un live in studio «con pochissimi interventi in successione». Sarebbe stato più facile per il cantautore siciliano aggiustare e sovraincidere il materiale già registrato invece che risuonare e cantare tutto, quindi viva l’onestà. Che il frutto di tale onestà sia anche un buon disco è un altro discorso, ed ora andiamo ad affrontarlo.
Ebbene: Bar Casablanca stenta parecchio. Conferma l’impressione che chi scrive ebbe all’ascolto del precedente album di Pollina, Racconti brevi (2003); un’impressione di fiacchezza in fase creativa stemperata solo dal supporto di un gruppo di musicisti di ottima qualità (Antonello Messina, piano e fisarmonica, Javier Girotto). Nulla a che vedere insomma con Versi per la libertà, album bello e impegnativo datato 2001 e ultimo capolavoro della carriera di Pollina, purtroppo non abbastanza considerato dalla critica.
Rispetto alle molteplici sfumature di Racconti brevi, Bar Casablanca si concentra di più su swing  e tango (La pioggia di Vancouver, Nostalgia del tango), concedendosi pure due escursioni nel combat-folk danzereccio di Sulutumana e Modena City Ramblers (Chiaramonte Gulfi, Semiseria proposta di matrimonio). Ciò che era la forza di Versi per la libertà e in generale del miglior Pollina – la  netta discendenza dal cantautorato più classico impregnata di notevoli slanci “poetici” – qui delinea solo brani troppo referenziali verso la tradizione ed estremamente ripetitivi nei temi e nei modi di affrontarli. Manca insomma il guizzo di penna, la fondamentale presenza di chi scrive nelle parole scritte; allora la chiave di volta dell’intero lavoro è ben rappresentata da Bossa in viaggio: una bossanova d’atmosfera Brasile & saudade che – manco a dirlo – parla  di nostalgia, e pecca di artificiosità.
Tirate le somme, si salvano l’egregia cover de La ballata della moda di Tenco e la riproposizione a cappella di Versi per la libertà, oltre che alcuni momenti strumentali di pregevole fattura (L’organetto di Montmartre).

Voto: 5.2
Brani migliori: Versi per la libertà.

Written by Luca

11/12/2007 at 08:20