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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for dicembre 6th, 2007

Video: La Crus, Manuel Agnelli, Patty Pravo – Pensiero stupendo

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Mauro Ermanno Giovanardi, Manuel Agnelli e Patty Pravo in una Pensiero stupendo a ruoli invertiti. Da uno dei più bei dischi dei La Crus: Crocevia.

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Written by Luca

06/12/2007 at 22:25

Reviori – Lou Seriol (Rude Records/Venus, 2005)

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A grandi linee, e con tutti le distinzioni da fare nei singoli casi, potremmo dividere tutto ciò che in Italia va sotto il nome di folk e derivati in due grandi categorie: coloro che mirano al recupero e alla ricerca (non tralasciando comunque una componente di intrattenimento e di rinnovamento del repertorio: Tesi, Sparagna, Mondine di Novi, Cantori di Carpino e via dicendo) e coloro che mirano al puro e semplice divertimento, lontano dai filologismi troppo pressanti e in alcuni casi anche dai palati troppo fini.
In questa seconda categoria rientrano i Lou Seriol, che come i loro compatrioti Lou Dalfin mischiano la lingua (l’occitano) e gli strumenti delle loro terre ai ritmi in battere e in levare d’oltreoceano: piva, organetto, flauti da una parte; reggae, rock, ska dall’altra. I puristi storceranno il naso di fronte a certe stravolgenti contaminazioni – in qualche caso a ragione: ascoltate la versione alla Nomadi ultima maniera (!!) del tradizionale Au pònt de Mirabel –  ma l’obiettivo del gruppo è appunto quello di fare ballare e fare festa, chiudendo un occhio o anche entrambi su alcune enormi “ineleganze” (qualche chitarra davvero troppo sostanziosa, qualche assolo che quasi neanche Joe Satriani…) ed escogitando tutti i possibili accorgimenti per rendere l’ascolto coinvolgente ed energico. “Reviori“, in questo senso, è il tipico disco di folk-rock divertente ma davvero bruttino all’ascolto. Avrà il suo pubblico, ci sarà chi lo ascolterà allo sfinimento (perché in fondo dalla musica vuole questo) e chi lo butterà dopo due tracce (perché in fondo dalla musica vuole tutt’altro), ma sarà solo una questione di categorie: l’arte è altrove, qui è “solo” entertainment. Non bellissimo, neanche troppo rispettoso, ma certamente efficace.

Voto: 4.3 

Written by Luca

06/12/2007 at 16:23

Akuaduulza – Davide Van De Sfroos (Venus, 2005)

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Difficile adattare un dialetto ruvido come quello lariano al passo scorrevole della più classica ballata country-folk. Difficile, si intende, se non si vuole cadere nella solita ballatona scanzonata con qualche ritornello appiccicoso e poca sostanza: cosa che questa volta Davide Van De Sfroos non fa almeno nella maggior parte dei pezzi di Akuaduulza, che difatti non è assolutamente un disco da buttare.

Anzi: Akuaduulza sorprende parecchio per forza poetica, godibilità delle storie e modo in cui sono narrate. Sono rimasti ancora alcuni dei grossi difetti del passato – oltre a quel tipo di canzoni che ti aspetti, non è migliorata l’interpretazione e neanche l’originalità della proposta (Pogues, Waits e Dylan, quest’ultimo direttamente citato nel testo di Rosanera, come modelli irragiungibili) – ma da queste parti non ci era mai capitato di cominciare tanto bene, con la vecchia Madame Falena  e la sua storia di personaggio fascinoso e terribile; né di trovare un così emozionante omaggio all’acqua – paradigma esistenziale per chi vive  continuamente a contatto fisico e spirituale con un lago – qual è Akuaduulza; né, per finire, un canto sciamanico e ombroso come Shymmtakula, perfetto per la voce scartavetrata del suo autore e in lizza insieme alla title-track per il titolo di miglior brano dell’album. E anche gli arrangiamenti – seppur molto standardizzati e vittime di quel miscuglio di fisarmoniche e bouzouki, violini e darbouka tipico di tante produzioni italiane simile a questa – sono più sobri e curati, ma riescono comunque a comunicare quella rozzezza tipica dei live e delle storie che racconta.

Ci troviamo di fronte al miglior disco che Davide Van De Sfroos ha pubblicato fino ad oggi: il più maturo, il più letterario, il più consapevole. Quello che potrebbe far digerire anche agli scettici le asprezze del dialetto: forse Il corvo – efficace metafora del cantastorie che ruba i racconti sulle vite altrui – sta diventando un airone.

Voto: 7.6
Brani migliori: Akuaduulza, Shymmtakula.

Written by Luca

06/12/2007 at 14:57

Ecco – Mircomenna (Storie di Note, 2005)

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Avevamo lasciato Mircomenna al fortunato esordio di Nebbia di idee, che a cavallo tra il duemilauno e il duemiladue gli era valso un premio al Mei come miglior esordio dell’anno e addirittura i complimenti di Paolo Conte. “Finalmente un disco saporito ed elegante” sentenziava l’Avvocato nel retrocopertina di quell’album, ma non ce ne voglia se tutt’oggi, anche dopo l’ascolto del nuovo disco Ecco, dissentiamo dal suo parere: a noi Mircomenna sembra uno dei tanti discreti cantautori del nostro paese, gradevole all’ascolto ma niente più.

Ecco si muove sui territori del precedente, mischiando con un certo gusto popolaresco i toni sanguinei del tango all’aria sorniona del jazz e proponendo un pugno di canzoni che si distinguono soprattutto per il lavoro sugli arrangiamenti (ricchi di sax, contrabbassi, fisarmoniche, flicorni ed archi) e per un’evidente consonanza con Max Manfredi, da cui Mircomenna riprende un’incolpevole affinità vocale e la propensione a raccontare storie dal taglio notturno (Maldiluna) e dall’alta gradazione alcolica (anche drammaticamente come in Quando ci vuole). Sempre Manfredi, e in misura minore Capossela, sono i numi tutelari di canzoni d’amore sghembe e grottesche come Normale; mentre è di discendenza deandreiana l’indignazione che accende brani come la title-track (aperta da una breve reading di Fernanda Pivano su Genova) e La sfinge in cui si sta, dove l’impegno non si risolve in versi da comizio ma cerca una carica simbolista feconda e spesso efficace.

Conclude il tutto, in clima popolare e tarantato, la beffarda filastrocca Sull’ultime soglie, cantata con Il Parto delle Nuvole Pesanti e tratta da un testo di Gesualdo Bufalino: buona chiusura per un lavoro che ha tutte le caratteristiche del più tipico dei dischi senza infamia e senza lode.

Voto: 5.8
Brani migliori: Normale.

Written by Luca

06/12/2007 at 10:53