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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Archive for dicembre 4th, 2007

Video: Ivano Fossati – Labile

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C’è stato un tempo, più o meno una decina di anni fa, in cui la RAI (gestione Freccero) trasmetteva al sabato in seconda serata concerti di cantautori italiani. Questo video è tratto da una di quelle trasmissioni che oggi sembrano quasi impossibili (e non stiamo parlando della mitica tv di trent’anni fa: il tracollo è ormai verticale). Il tour è quello seguito a Time & Silence – Canzoni a racconta, la canzone è la splendida Labile, da Macramè.

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Written by Luca

04/12/2007 at 23:22

Pubblicato su Fossati Ivano, musica, video

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Ripartire da zero – Zetazero (Blend’r/Self, 2005)

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Eccoci ancora una volta alle prese con un disco che brutto non è, che indegno neppure, ma che dopo gli ascolti che una recensione obbliga a fare non prenderemo più in considerazione: oblio, o quasi. Ad indurci a segnare l’ennesimo più uno sulla lista dei dischi inutili sono questa volta gli Zetazero, che con Ripartire da zero cadono nella più tipica delle trappole di chi fino ad oggi ha alimentato il nostro campionario: seguire un genere, farlo magari anche proprio (contaminandolo qua e là con qualcosa di non troppo distante da esso), ma senza riuscire a trovare all’interno di tutto ciò una via personale. E risultare quindi o derivativi, o prevedibili, o entrambi. Che è proprio quello che alla fine risultano gli Zetazero.
Derivativi perché quando vuoi fare electro-pop in italiano, edulcorandolo come in questo caso da tutti gli ostacoli che possono rendere l’ascolto troppo poco popular, o hai quei tre o quattro colpi di genio da sparare (e qui il taglio melodico di certi brani è quello giusto, ma non abbastanza) o risulterai inevitabilmente una brutta copia di qualcuno (in questo caso dei bravi ma già di loro non eccezionali Soerba). E potrai anche infilarci qui una mezza alienazione alla Battiato (come in Ora stasera) e là un prestito di Gazzè più che dei Police (Un giorno prima) o anche un rockettino pulito pulito che, salvo le chitarre U2, fa molto ultimi Subsonica (Elena) ma il risultato cambierà di poco. Certo qualcosa potrebbe avere anche il suo discreto riscontro radiofonico – del resto Amore al buio si fa piacere al primo ascolto, e anche al secondo, ma poi… – e qualcosaltro colpire per l’insospettabile accostamento (C’est la vie ti lascia un po’ così quando ti accorgi che i Soerba ad un certo punto avrebbero pure potuto incontrare… gli Audio 2) ma da lì a non diventare prevedibili dopo tre canzoni la strada è ancora lunga, e non sappiamo quanto percorribile in realtà.
Ripartire da zero ci conferma ancora una volta che in Italia escono troppi dischi, non ci stancheremo mai di ripeterlo. E pochi, pochissimi rispetto alla quantità, hanno una rendita all’ascolto che valga lo sforzo di produzione e di acquisto. Parafrasando il titolo di questo disco ci viene da dire che va bene ripartire da zero, ma per andare lontano. Altrimenti è forse meglio fermarsi e riflettere.

Voto: 4.5
Brani migliori: Amore al buio.

Written by Luca

04/12/2007 at 17:28

Dolci frutti tropicali – Pacifico (Radiofandango, 2006)

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In fondo, anche se si è giunti solo al terzo disco, da uno come Pacifico si sa già cosa aspettarsi: canzoni gentili ma pensose, che non eccedono nei toni ma entrano piano piano in chi ascolta, e una (buona) autorialità mai esibita come vezzo ma fonte di una scrittura quasi architettonica, in cui le parole devono incastrarsi in perfetti sistemi di rime e assonanze che diventano brano dopo brano anche il vero motore della narrazione.
Non è insomma uno dalle mille risorse Pacifico, e il rischio che la sua musica risulti alla fine un po’ troppo monocorde è sempre in agguato, ma quando si è di fronte ad un disco piacevole e del tutto centrato come Dolci frutti tropicali anche la ripetitività di certi passaggi rimane in secondo piano, e ci si lascia trasportare dalle canzoni, piccole perle di pop semiacustico che si concedono qualche lazzo elettronico (la ragaeggiante Da qui, con Samuele Bersani) – ma giusto per tenere il ritmo, senza le esagerazioni un po’ artificiose del precedente Musica leggera – e riuscite eleganze orchestrali (qua e là sugli spartiti vi è Piero Milesi), senza cadere nella banalità deprimente di certi prodotti ad alto consumo dell’etere italiano.
Ci piacerebbe sentirlo più spesso Pacifico in radio, e non solo grazie ad un singolo come Dal giardino tropicale – poetica fotografia di una località di mare nell’oblio dell’inverno e manifesto di come questo lavoro è stato realizzato (otto mesi in diverse località della costa italiana in compagnia di un taccuino e pochi strumenti) – ma proprio come esempio per tutti coloro che provano la difficile arte di non scontentare “consumatori” e palati fini. Brani come L’incompiuta e Caffé (con Petra Magoni), come L’altalena (ballad dallo spleen triste ma accogliente come un abbraccio, con Roy Paci al flicorno) e la suggestiva Polifemo infatti ci sembrano proprio il tentativo di coniugare intelligenza e intrattenimento, intima profondità e semplicità leggera, il tutto all’insegna del buon gusto e del miglior artigianato musicale. E in Dolci frutti tropicali è un tentativo riuscito in pieno.

Voto: 7.5
Brani migliori: Dal giardino tropicale, L’altalena.

Written by Luca

04/12/2007 at 11:41