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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Matina – Peppe Barra (Marocco Music/RaiTrade/Helikonia, 2005)

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Attore teatrale fin da bambino, componente della Nuova Compagnia di Canto Popolare e protagonista di alcuni tra i più bei lavori di Roberto De Simone (La Gatta Cenerentola, La Cantata dei Pastori), poi cantattore di spettacoli di grande successo con la compagnia Peppe e Barra e da solista con dischi a dir poco strepitosi – Mo’ Vene e Guerra sono tra i capolavori italiani degli ultimi vent’anni, anche se in pochi purtroppo se ne sono accorti – Peppe Barra ha lasciato più di un segno nella cultura del nostro Paese e non solo. Il fatto che il suo nuovo disco Matina esca, seppur a prezzo ridottissimo, solo nelle edicole e in alcune grandi catene musico-librarie per la piccola etichetta Rai Trade dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto ci sia da cambiare nel nostro panorama discografico, che alla voce merito risponde (quasi) sempre con uno sconcertante disinteresse.

I dieci brani di Matina ripropongono in tutte le sue sfaccettature la musica di Barra: un pastiche ben riuscito di tradizione napoletana, sapori mediterranei, elettronica e attitudine fortemente teatrale, che ha i suoi punti di forza nell’istrionismo del cantato e nella mano sapiente degli arrangiamenti, anch’essi piuttosto scenici, di Lino Canavacciuolo. Si va dagli accenti melodici di Lisbona e Matina, in cui a farle da padrone sono languide arie di archi e fiati, fino ad episodi più marcatamente world come Kasba, una danza al contempo popolaresca e moderna in cui su un’ossatura di battiti digitali e accenni di bouzouki s’intrecciano i tipici vocalizzi grassi di Barra, le voci registrate di Rosa Balistreri e Matteo Salvatore, il violino melodrammatico di Canavacciuolo e il sax di Daniele Sepe. In mezzo una commossa dedica alla madre, che con Barra divise parte della sua carriera (A Concetta), una riproposta dall’ultima Cantata dei Pastori (Canzone della fame), una divertentissima rilettura di Pigliate ‘na pastiglia registrata live al Premio Carosone di due anni fa e una serie di brani la cui prescindibilità, pur non intaccando il valore del disco, gli impedisce di elevarsi ai fasti dei due capolavori sopra citati, proponendolo invece come una buona sintesi di essi con una leggera allusione verso il più partenopeo Mo’ Vene.

Voto: 7.2
Brani migliori: Matina, Kasba.

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Written by Luca

03/12/2007 a 16:17

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