Archive for Giugno 5th, 2008
Silenzi non silenzi – Soloincasa (Lipsia, 2007)
I Soloincasa riepilogano gli ultimi sette-otto anni di indie-cantautorato-rock italico sostituendo con dosi di eleganza e raffinatezza formale una scrittura che ancora deve definire del tutto il proprio marchio, ben nutrita – ma anche un po’ in balìa – di tante influenze allettanti. Produce Paolo Benvegnù ed è di nuovo pane per tutti i cuori degli indie-emotivi nostrani, qui e sempre di più in futuro, ne siamo certi, visto che i cinque toscani hanno tutti i requisiti per crescere. Intanto esplorano tante delle possibili soluzioni di una canzone d’autore che cerca da tempo anche la massima autorialità musicale: leggi alla voce forza evocativa toni in seppia intimismo; oppure, per fare qualche nome, il già citato ipersensibilista (Avvolti in un filo di lana), Marco Parente, Non Voglio Che Clara, Tenco e Battisti di inevitabile rimando. Proprio tra Ricaldone e Molteno, con i Giardini di Mirò portati appositamente da quelle parti in gita, stanno le canzoni più interessanti dell’ep, quelle A lume di candela e Deja-vu che tra saliscendi emotivi con cuore centrale di wurlitzer più voce e theremin turbinanti ad ingrossare classici ma efficaci crescendo palesano un fluido post-rock iniettato carsicamente anche in tutti gli altri brani. Brani che comunque restano sempre un filo al di sopra della media anche quando i testi vengono stretti in maglie fin troppo personalistiche (Eros, Pathos) oppure nei casi in cui la voce è troppo prossima, almeno per il nostro occhio da entomologi, a quella di Luca Lezziero. A parte questi dettagli però, gruppo da tenere sotto osservazione con attenzione speranzosa per la prova sul minutaggio lungo.
Voto: 6.8
Brani migliori: A lume di candela.
Supersex Deluxe – Madame X (Alternative/Venus, 2007)
Un progetto estetico prima ancora che musicale quello dei Madame X. Alex De Benedetti, fumettista e stilista milanese, insieme a Vins Baratta, Massimo Martini, Micaela e Andrea Zuccotti (ex Zerozen) creano un immaginario personale ma al contempo derivativo, rubando spunti trasversalmente alla musica, al cinema, ai fumetti. La ragione sociale da un film nichilista di Lana Turner, i Siouxsie and The Banshes come idolo a cui sottoporsi feticisticamente, a partire dall’ovvio ma efficace omaggio di Christine. E poi Killing, i fumetti vintage come Satanik, l’arte contemporanea di Jake e Dinos Chapman, i manga ed Enki Bilal (vedasi booklet), e un mare magnum sonoro che spizzica da Sonic Youth, Christian Death – i primi che vestono Dior, i secondi travestiti da star dello Squeeze Box: così dice la biografia myspaceiana – recuperi post-punk degli ultimi tempi e anche la Carrà.
E’ difatti una cover ruffiana al punto giusto di Rumore dell’unica «benemerita soubrette» del popolo a spezzare in due il sensualissimo Supersex Deluxe, risultato del calderone di cui sopra che presenta una prima parte movimentata e rabbiosa, tutta ritornelli efficaci, elettriche ed elettronica vitaminica e una seconda più meditativa e malinconica, che alterna ballad dolenti ad ipnosi siderali-spacey. Quest’ultima ha in sé i brani migliori del lotto ma, al di là del florilegio di nomi, l’esordio dei Madame X si presenta come un onesto disco di electro-post-punk e niente più. Apprezzabile tutto quello che gli sta intorno, ci mancherebbe, così come l’ipnosi piano-chitarre-effetti vocali di Ice in eyes o il sontuoso bozzetto acustica-archi-elettriche di Sea of light. Forse però è proprio tutto il contorno a debilitare quello che, trattandosi comunque di un disco, dovrebbe stare in mezzo, ovvero le canzoni. Le quali invece, pur essendo anche curate nei dettagli e mai noiose, rimangono sempre un po’ in secondo piano. In altre parole: ci si perde nel booklet durante gli ascolti di Supersex Deluxe, ad osservare il collage di fotografie, disegni, rielaborazioni grafiche di cui è composto. Ma la musica, soprattutto dopo i primi ascolti, scivola un po’ via. E ciò non è certamente un bene.
Voto: 6.0
Brani migliori: Ice in eyes.