Tutti amano tutti – Atleticodefina (Venus, 2007)
Metafora calcistica quasi d’obbligo per l’Atleticodefina di Pasquale De Fina. Ovvero: squadra che vince (il buon esordio di due anni fa) non si cambia ma, anzi, si rafforza, con l’innesto al basso di Saturino Celani a fare compagnia a Giorgio Prette (Afterhours) e ad un manipolo di ospiti (Pepe Ragonese, Mauro Pagani, Cesare Basile, Giuliano Dettori) che rinnovano quanto basta la tavolozza dei colori in gioco. Il songwriting, invece, rimane sempre quello: non sconvolgente ma sempre all’altezza delle aspettative, debitore dei primi Afterhours “italiani” (quelli di “Hai paura dei buio?”, per intenderci) ma capace di distaccarsi grazie ad una maggiore rotondità di scrittura, quasi cantautorale. De Fina sa che pesci pigliare quando si tratta di scrivere un buon pezzo di pop-rock intelligente, e per Tutti amano tutti pesca in una laguna di funky, jazz e folk che ci dà buone soddisfazioni. Chitarrina funky e ritornello spazioso nel duetto con Syria di Sono io; pianoforte, fiati e voce increspata per il jazzato emozionale di Venere; dobro, tromba e acustica nella folkeggiante E’ stato come; groove e pompa di fiati per la geometrica Musica e macerie.
Le rimanenti cinque poi sanno sempre come aggiustarsi il tiro, in linea col precedente omonimo esordio e ben lontane da quel “Viva vittoria” di marca Volwo che dilatava e complicava senza però smarrirsi. Sembra di capire che quei tempi non torneranno più. Quelli attuali però non lasciano mancare niente.
Voto: 7.4
Brani migliori: Sono io, Venere.