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recensioni di Luca Barachetti – lucabarachetti@gmail.com

Pomeriggi Similabissali – Angelisa Sauprel Scutti (Point Of View, 2006)

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Esordiente romana in quasi autonomia – nei crediti del disco compare alle prese con tutti gli strumenti basso e batteria esclusi – Angelica Sauprel Scutti ci immerge nei suoi “Pomeriggi Similabissali” senza farci sprofondare del tutto, ma lasciandoci sospesi a mezza profondità tra il buio dell’indefinibile sottostante e la luce vitale della superficie. Canzoni ipnotiche ed avvolgenti le sue, che tra mantra bristoliani (più Massive Attack che Portishead) e fraseggi dallo spirito soul raccontano di una cantautrice passionale ma al contempo distaccata, una dark lady dalla spina dorsale blues che si concede vezzi da diva ultramoderna senza perdere di vista la centralità delle canzoni.
Allunettes lascia che la voce si inoltri, quasi in filigrana, tra ipnotici spessori trip-hop, tuoni di elettriche e opalescenze elettroniche; Par Avion è pop-ambient emozionale che punta molto su un’interpretazione iperuranica ed evocativa; il funk rockeggiante di Alien Taxi corre invece groovoso sulla lama tagliente del manierismo, salvato in estremis da soffioni digitali ed altri palpitanti disegni elettronici.

Ma il disco cresce quando a farsi largo è la coppia Battiato-Alice. Init, con la sua alterità soul, è il brano perfetto per una sophisticated lady dall’animo vibrante quale fu l’interprete di “Per Elisa”, e A.M. fa rimbalzare la melodia sul pianoforte come l’ultimo Battiato. Da lì in poi, e dopo gli abbai mescalinici di Accalappiacani, arrivano le cose migliori: il sottile flusso analogico con pianoforte e chitarre a scomparsa di Poco importante (che adocchia ad una conclusione quasi kraut senza averne il coraggio); le reiterazioni elettroniche su mellotron liquidamene cadenzato di Penny Arcades; i Subsonica vagamente esotici ad armeggiare con moog e affini di Ai Docks; e la materia angelica in area Battiato per una Patty Pravo votata alla sensualità più languida e divina di Guarda impara ricorda. Insomma una studiatissima ricerca di suoni e situazioni che ad un primo impatto potrebbero risultare piuttosto freddi ma che alla lunga profilano una raccolta di canzoni che semplicemente scaldano piano, bruciano lentamente. E con costanza. La stessa costanza di chi nel fare musica mette talento, attenzione, e soprattutto anima.

Voto: 7.6
Brani migliori: Poco importante.

Written by Luca

05/03/2008 a 18:18

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